Scienziate italiane in UK scoprono una proteina chiave nella riparazione delle ferite

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Eugenia Piddini, Giulia Pilia e Silvia Cirillo: sono loro le nostre scienziate che, insieme ai colleghi in UK, hanno trovato una chiave per riparare più in fretta le ferite. La scoperta potrebbe aprire le porte anche a nuove strategie post operatorie e terapie anti cancro

Una proteina trasforma un gruppo di cellule in un esercito ripara-ferite. È la p53, individuata da un team guidato dall’Università di Bristol (Regno Unito) ove figurano tre ricercatrici italiane. La scoperta potrebbe aprire le porte anche a nuove strategie post operatorie e terapie anti cancro.

Eugenia Piddini, Giulia Pilia e Silvia Cirillo: ecco le nostre scienziate che, insieme ai colleghi in Uk, hanno trovato una chiave per riparare più in fretta le ferite.

Lo studio ha rilevato in particolare che, quando le cellule epiteliali sono danneggiate, si attiva un programma molecolare che trasforma alcune cellule in leader migratorie con il compito di correre riparare la ferita, e che poi rimuove questo “esercito” appena l’operazione viene completata.

proteina salva ferite

©gritsalak/123rf

Il lavoro è stato condotto utilizzando un modello semplificato di una ferita, in particolare fogli epiteliali graffiati in vitro, con il quale i ricercatori hanno identificato il segnale molecolare che fa emergere le cellule leader, dando il via al programma.

A seguito di una lesione, le cellule al limite della ferita incrementano le proteine p53 e p21, il che suggerisce come sia la lesione stessa a innescare il programma migratorio. In altre parole le cellule danneggiate dalla ferita sono anche responsabili della sua riparazione, ma vengono poi sacrificate per ripristinare un tessuto funzionale con morfologia epiteliale normale.

I nostri risultati migliorano la nostra comprensione dei meccanismi utilizzati dalle cellule per riparare i tessuti e potrebbe essere utilizzato per sviluppare sistemi che accelerano la guarigione delle ferite – spiega Eugenia Piddini, autrice principale del lavoro – p53 svolge due ruoli critici nella riparazione epiteliale: inizia la chiusura guidata dalle cellule leader e, una volta che l’epitelio è stato riparato, induce la loro eliminazione

E non solo riparazione delle ferite.

Come spiegano gli autori, infatti, la migrazione collettiva è importante in altre aree, ad esempio nel cancro, dove gruppi di cellule si muovono insieme dal tumore primario per creare metastasi.

Leggi anche: Scoperto il ruolo fondamentale di questo tipo di globuli bianchi nella battaglia contro le metastasi del cancro

Sarebbe importante sapere se le stesse proteine ​​che abbiamo identificato nel modello della ferita sono in gioco in questa situazione – riferisce Giulia Pilia, un’altra autrice – in modo che gli attuali trattamenti terapeutici possano essere modificati

Il team cercherà di verificare ora se i meccanismi trovati nell’epitelio in vitro si applicano anche in vivo. E, se il processo sarà confermato, ha intenzione di provare a indurre selettivamente e in sicurezza i leader in vivo, per promuovere la migrazione e la riparazione dei tessuti.

Il lavoro è stato pubblicato su Science.

Fonti: Università di Bristol / Science

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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