Cos’è il sarcoma di Ewing e i sintomi del tumore che ha ucciso la tiktoker Alice Manfrini

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Vediamo sintomi e trattamento del sarcoma di Ewing, una rara forma tumorale che colpisce soprattutto i bambini e di cui soffriva anche la tiktoker Alice Manfrini

Alice Manfrini non ce l’ha fatta a sconfiggere il cancro: si è spenta qualche giorno fa nella sua Bologna per un sarcoma di Ewing. Aveva solo 24 anni, Alice, e aveva scelto di condividere la sua battaglia contro la malattia con migliaia di follower su TikTok – non per autocommiserarsi, quanto piuttosto per dare una speranza a chi, come lei, si trova a lottare per la sopravvivenza.

Durante la pandemia aveva iniziato ad accusare dolori al ginocchio, ma le restrizioni dovute al Covid e il blocco del sistema sanitario le impediscono di accedere a quell’esame, la TAC, che avrebbe garantito una diagnosi più tempestiva e, forse, le avrebbe salvato la vita.

A febbraio 2021 Alice riceve la diagnosi: sarcoma di Ewing al ginocchio. Inizia subito le cure – cicli di chemioterapia e sei interventi – che purtroppo però non bastano a salvarle la vita. Malgrado le sue condizioni di salute sempre più precarie e le forze sempre minori, Alice non ha mai perso la speranza e l’ottimismo.

“Niente pioggia, niente fiori”: questo è il motto sul suo profilo TikTok, a voler dire che non possono esserci gioie e traguardi senza pianti e sofferenza. Immaginava il giorno della sua guarigione, il giorno in cui tutta la sofferenza e le lacrime versate in questi mesi si sarebbero trasformate in una gioia immensa. Purtroppo, questo giorno non è mai arrivato.

Il tumore che ha ucciso Alice è una rara neoplasia maligna che colpisce spesso le ossa (nel caso della giovane tiktoker, il ginocchio), più raramente i tessuti molli. Vediamo i sintomi che possono portare a una diagnosi precoce e le cure attualmente disponibili contro questa malattia.

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Cos’è il sarcoma di Ewing

Con questo nome si indicano forme tumorali che possono svilupparsi in diverse parti del corpo, ma che si originano tutte da cellule staminali indifferenziate – ovvero quelle che, nell’embrione, danno origine ai sistemi muscoloscheletrico e nervoso.

Il sarcoma di Ewing, come abbiamo detto, colpisce prevalentemente le ossa: gambe, bacino e gabbia toracica sono le aree del corpo più colpite. Può accadere anche che la malattia si sviluppi a partire da tessuti molli o altri organi, ad esempio i reni.

Il sarcoma di Ewing è una forma tumorale molto rara: si stima che, nel nostro Paese, vi siano meno cento nuove diagnosi ogni anno. Anche se può manifestarsi a qualsiasi età, la maggior parte dei casi sono purtroppo bambini e adolescenti: il picco di incidenza si registra fra i 10 e i 20 anni, con i maschi che si ammalano un po’ più delle femmine.

Tipologie di sarcoma

I ricercatori hanno individuato sostanzialmente tre tipi di sarcomi di Ewing:

  • sarcoma osseo – è la forma tumorale più diffusa: tutte le ossa possono essere interessate dalla malattia, anche se le sedi più comuni per questo sarcoma restano le ossa pelviche, quelle toraciche, il femore e la tibia.
  • sarcoma extra-osseo – si tratta di una forma molto simile alla precedente, con la differenza che il tumore si sviluppa nei tessuti molli che circondano le ossa.t
  • tumore di Askin –si tratta di un tumore neuroectodermico primitivi che insorge a livello della parete toracica.

Sintomi della malattia

Il sintomo principale del sarcoma di Ewing è il dolore, che si manifesta nell’area interessata dal tumore. Il dolore può essere talvolta associato a gonfiore localizzato – che può trasformarsi in una vera e propria “massa” nel caso in cui il sarcoma interessi un braccio o una gamba.

Nei casi più gravi, quando il tumore si è ormai diffuso attaccando anche altri organi, sopraggiungono sintomi quali febbre, stanchezza, perdita di peso, infine problemi respiratori (nel caso di metastasi ai polmoni).

Diagnosi e trattamento

Poiché si tratta di una forma tumorale che colpisce soprattutto i bambini, è molto importante che i genitori non sottovalutino dolori e gonfiori degli arti e che prendano sul serio eventuali disturbi avvertiti dai piccoli: una diagnosi tempestiva e le cure adeguate possono davvero salvare la vita.

Pertanto, se il bambino lamenta dolori localizzati che non possono essere riconducibili a traumi o cadute, è opportuno rivolgersi al proprio medico, che valuterà l’eventuale prescrizione di esami che permettono di ottenere immagini delle ossa e dei tessuti molli potenzialmente interessati dalla malattia – come la TAC, la scintigrafia ossea o la PET.

Il trattamento medico prevede cicli di chemioterapia e radioterapia o l’intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale. In molti casi, la chirurgia permette di rimuovere completamente il tumore senza lasciare conseguenze troppo evidenti per il paziente, ma il successo di questo approccio dipende molto dalle dimensioni della massa da eliminare e dalla sua posizione.

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Fonti: TikTok / AIRC

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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