Sagra degli osei di Sacile, il “wet market” italiano che andrebbe chiuso subito

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La Lav chiede la sospensione della sagra degli osei prevista per settemebre a Sacile, considerata un wet market nostrano può favorire nuovi contagi

Come ogni anno, nonostante il coronavirus stia ancora circolando nel nostro paese e altrove, è in programma la Sagra degli Osei di Sacile. La Lav paragona questo evento ad un nostrano “wet market” e, per la salute pubblica di tutti noi ma anche per gli animali, ne chiede la sospensione.

Il prossimo 5 e 6 settembre è in programma la 747^ edizione della “sagra dei osei” di Sacile in Friuli Venezia Giulia, un evento molto apprezzato che ogni anno richiama circa 20.000 visitatori.

Le persone che vi parteciperanno, entreranno in contatto con un totale di 50.000 animali fra selvatici, esotici e domestici, manipolati e venduti da centinaia di espositori durante le due giornate della fiera.

Una situazione assolutamente inaccettabile, ancor più di questi tempi in cui stiamo tentando di limitare i contagi da coronavirus. A chiedere di sospendere immediatamente l’evento per questioni di salute pubblica ma anche per il benessere animale e la LAV.

Come sottolinea l’associazione animalista, in un tipo di evento come questo:

“È evidente che il distanziamento fra le persone come anche l’uso di mascherine e gel igienizzante, rappresentano misure del tutto inadeguate in un contesto nel quale vi è un continuo, stretto contatto fra le persone e gli animali rinchiusi nelle gabbie o in semplici recinti senza copertura, a portata di mano di adulti e bambini, quando non diventano anche oggetto di compravendita passando quindi di mano in mano”.

In pratica la sagra di Sacile è molto simile, anche se in piccolo, ad un wet market asiatico in cui animali selvatici, altri tipi di animali, uomini, donne e bambini entrano a stretto contatto e ciò può favorire il salto di specie di qualsiasi virus.

Come ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici:

“Non possiamo accettare di correre un rischio di questa portata, specie con l’emergenza Covid ancora in atto, consentendo lo svolgimento di un evento che potrebbe generare ulteriori nuove diffusioni di patologie. Abbiamo quindi coinvolto i Ministri della Salute e dell’Ambiente e il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, chiedendo loro un intervento urgente per sospendere la Sagra dei osei di Sacile!”

Insomma, basta animali sfruttati in questa e altre sagre e fiere! Cogliamo l’occasione per cambiare, non ripetendo gli errori del passato.

Fonte: LAV

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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