Rivoluzionaria svolta dopo 20 anni nella ricerca per la cura dell’acufene

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L'acufene è un disturbo dell'udito che può rivelarsi invalidante per chi ne soffre. Ora un nuovo studio propone un trattamento che ne attenua gli effetti

L’acufene è un disturbo dell’udito sperimentato, a diversa intensità, da moltissime persone nel mondo. Si tratta, in pratica, di una percezione uditiva scorretta del suono che può provocare, come conseguenze accessorie, disturbi del sonno e della concentrazione, ansia e depressione.

La complessa natura di questo disturbo, che si manifesta in molte forme e che può essere influenzata da diversi fattori, ha finora vanificato gli sforzi degli scienziati per trovare un trattamento terapeutico risolutore. Maggiori speranze sono invece riposte nell’utilizzo di apparecchi sonori in grado di generare sequenze sonore a scopo terapeutico.

Un recente studio ha messo a confronto tre terapie sonore, il Tinnitus Retraining Therapy (TRT), il TRT parziale e lo Standard of Care (SOC), per comprendere i benefici sull’udito delle persone affette da acufene.

Tutte e tre le terapie si basano sullo stesso principio, ovvero sulla creazione di nuovi rumori che non hanno alcuna rilevanza per l’ascoltatore (rumori bianchi, come quelli prodotti dall’asciugacapelli o dalla lavatrice, o rumori ambientali di sottofondo) per de-enfatizzare il suono dell’acufene.

Leggi anche: Cos’è l’acufene, sintomi e come si tratta il disturbo uditivo che ha fermato Caparezza

I risultati dello studio

Lo studio sulle terapie ha coinvolto 151 pazienti e ha analizzato gli effetti di tre trattamenti di durata diversa (3, 6, 12 e 18 mesi): a 34 pazienti è stata somministrata la terapia TRT, a 40 il TRT parziale e ai restanti 37 è stata prescritta la terapia SOC.

I risultati sono incoraggianti: il 65% dei partecipanti allo studio ha segnalato un consistente miglioramento nella propria percezione uditiva e, di conseguenza, anche nel proprio stato di salute generale poiché l’acufene, se non trattato, rischia di diventare invalidante e di compromettere la qualità della vita.

I ricercatori hanno visto poche differenze tra i gruppi. Dopo 18 mesi il 47,1% del gruppo TRT, il 53,5% del TRT parziale e il 40,5% del gruppo SOC hanno dimostrato un cambiamento clinicamente significativo nel nella riduzione dell’acufene.

Il bello di questo nuovo trattamento è il fatto che si tratta di una terapia personalizzabile: dopo una attenta valutazione iniziale da parte di un audiologo, viene sviluppato il piano terapeutico specifico in base alla percezione dell’acufene e allo stile di vita del paziente.

Ci sono anche persone che non hanno percepito un miglioramento dell’udito dopo il trattamento clinico, e su questo si svilupperanno ulteriori studi per comprendere perché la stessa cura non risulta essere efficace per tutti i malati.

Intanto, visti i risultati incoraggianti registrati nella maggioranza dei casi analizzati, il prossimo passo per gli scienziati è quello di procedere con altri test su più larga scala, a livello nazionale e internazionale, in vista dell’approvazione del trattamento da parte della Food and Drug Administration (FDA).

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Fonte: Frontiers in Neurology

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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