Scienziati scoprono per la prima volta la proteina chiave che regola il peso corporeo (durante una ricerca per il cancro)

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Un nuovo studio ha individuato una specifica proteina, che risiede nell’ipotalamo, in grado di governare il senso di fame e, di conseguenza, il peso corporeo. Una scoperta che apre la strada a nuove cure per trattare vari disturbi, come l'anoressia.

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Studiando il comportamento di una proteina strettamente legata a un’ampia gamma di tumori, gli scienziati hanno scoperto il ruolo che svolge nella regolazione del peso corporeo.

La svolta arriva dagli scienziati medici della Yale University, che stavano esplorando il modo in cui una proteina, chiamata augmentor-alfa, contribuisce ai tumori.

È noto che questa si lega a una molecola chiamata recettore della chinasi del linfoma anaplastico (ALK), che muta e guida una serie di tumori e, nel tentativo di saperne di più, i ricercatori hanno cercato di identificare dove la proteina fosse più abbondante.

Lo studio

Gli scienziati hanno scoperto che l’aumento della proteina era più fortemente espresso in una regione del cervello chiamata ipotalamo, che svolge un ruolo chiave per molte importanti funzioni, tra cui la regolazione della temperatura, la risposta allo stress e il metabolismo.

Più specificamente, gli scienziati hanno trovato un aumento della proteina nei neuroni del peptide correlato all’agouti (AgRP), che sono noti per promuovere la fame.

I neuroni AgRP sono così importanti per sentire la fame che senza di loro non mangeresti. Quindi, quando è diventato chiaro che l’aumento dell’alfa era espresso in modo dominante in questi neuroni, la scoperta ha immediatamente suggerito che l’aumento dell’alfa era coinvolto nel metabolismo. Da quello che abbiamo osservato in questo studio, pensiamo che uno dei ruoli dell’aumento dell’alfa nel corpo sia quello di rallentare il metabolismo quando c’è carenza di cibo. È come se il corpo dicesse: ‘Non hai cibo, non spendere così tanta energia'”.

Questi risultati sollevano alcune interessanti possibilità sulla salute metabolica. Ad esempio, l’aumento dell’alfa potrebbe offrire un modo per trattare la perdita di appetito come effetto collaterale di altri farmaci, o disturbi alimentari come l’anoressia.

Poiché è altamente concentrata nell’ipotalamo, ed è noto che questa regione del cervello svolge un ruolo in una varietà di funzioni corporee, le terapie che manipolano l’aumento dell’alfa potrebbero avere effetti ad ampio raggio, per tale ragione sono necessari ulteriori e più approfonditi studi.

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Fonte: YaleNews

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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