La blacklist dei 105 farmaci da evitare per effetti collaterali eccessivi: se sei preoccupato, controlla il report francese

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La rivista medica francese pubblica un'analisi completa dei farmaci da evitare poiché gli effetti collaterali superano i benefici apportati

La rivista medica francese pubblica, come ogni anno, un’analisi completa e puntuale dei farmaci da evitare poiché gli effetti collaterali superano i benefici apportati

Per il decimo anno consecutivo, la rivista medica francese Prescrire ha pubblicato una rassegna dei farmaci da evitare poiché ritenuti inefficaci o addirittura dannosi, con l’obiettivo di aiutare le persone e i medici a scegliere cure efficaci e di qualità. La valutazione si basa su nuove indicazioni provenienti da recenti pubblicazioni scientifiche, valutazioni di follow-up, eventuali aggiornamenti di dati relativi a determinati effetti indesiderati di un farmaco. Questo “aggiornamento” riguarda soprattutto i farmaci nuovi o recentemente immessi sul mercato: infatti, per costruire il profilo degli effetti collaterali di un certo medicinale bisogna attendere anche anni, affinché si manifestino eventuali controindicazioni sul lungo periodo o in reazione a specifici casi.

In oltre dieci anni di attività ed indagini, Prescrire ha individuato ben 105 farmaci commercializzati nell’Unione Europea da considerarsi più dannosi che utili. Si tratta di: farmaci ormai considerati obsoleti, poiché farmaci simili ma più recenti mostrano un rapporto rischi/benefici più vantaggiosi; farmaci dall’efficacia non dimostrata, ma che espongono ad effetti collaterali particolarmente gravi; farmaci attivi ed efficaci, ma che espongono a rischi sproporzionati rispetto ai benefici offerti; infine, farmaci recenti che risultano essere meno efficaci di quelli più vecchi. La rivista spiega caso per caso i motivi della propria valutazione. I farmaci sono raggruppati per categoria d’utilizzo.

Fra i farmaci per uso cardiologico, la rivista sconsiglia l’utilizzo di bezafibrato (Befizal°), ciprofibrato (Lipanor° o altro) e fenofibrato (Lipanthyl° o altro): questi farmaci, privi di efficacia preventiva cardiovascolare, espongono invece a numerosi effetti indesiderati – in particolare cutanei, ematologici e renali. Anche il nicorandil (Ikorel° o altro) è sconsigliato: si tratta di un vasodilatatore senza dimostrata efficacia al di là dell’effetto sintomatico nel prevenire le crisi di angina da sforzo, che espone invece al rischio di gravi ulcerazioni muco-cutanee.

Per quanto riguarda i farmaci per il trattamento del diabete, la rivista sottolinea come vari agenti ipoglicemizzanti abbiano in realtà un rapporto rischi/benefici piuttosto sfavorevole. In particolare, nel trattamento del diabete di tipo 2, saxagliptina (Onglyza), sitagliptina (Januvia, Xelevia) e vildagliptina (Galvus) provocano effetti collaterali gravi – quali ipersensibilità, infezioni delle vie urinarie e delle prime vie respiratorie, pancreatite, ostruzioni intestinali.

(Leggi anche: Cortisone nell’aerosol: ecco perché è inutile (e dannoso) contro tosse e raffreddore nei bambini)

Nel trattamento dei dolori e delle infiammazioni articolari, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) hanno tutti un profilo di effetti collaterali simile – anche se alcuni sembrano essere meno rischiosi di altri. Se il paracetamolo non è sufficiente, le opzioni meno rischiose sono l’ibuprofene (Brufen) e il naprossene (Naprosyne), purché il dosaggio sia controllato e limitato ad un breve periodo di tempo. Il gel ketoprofene (Ketum gel), invece, è da evitarsi poiché espone ad un aumento della fotosensibilità, con possibili rush, eruzioni cutanee ed eczemi.

Grande spazio viene infine dato ai farmaci per la cura di raffreddori, tossi e altri sintomi influenzali – in molti casi si tratta di farmaci da banco acquistabili senza prescrizione medica e che spesso vengono assunti con superficialità, senza tenere conto dei rischi a cui ci espongono. Vari medicinali usati per alleviare la tosse, infatti, hanno effetti collaterali sproporzionati ai benefici: principi attivi come ambroxolo (Muxol) e bromexina (Bisolvon) non hanno efficacia clinica dimostrata oltre a quella di un placebo, mentre espongono a reazioni anafilattiche e reazioni cutanee gravi, talvolta fatali. I decongestionanti orali o nasali (efedrina, nafazolina, ossimetazolina, fenilefrina, xilometazolina) sono dei vasocostrittori che espongono a disturbi cardiovascolari gravi o addirittura fatali (attacchi ipertensivi, incidenti cerebrovascolari, aritmie cardiache comprese le fibrillazioni atriali), colite ischemica e neuropatie ottiche ischemiche – effetti collaterali davvero esagerati per farmaci destinati ad alleviare disturbi lievi e dal decorso rapido come un comune raffreddore. Meglio lasciare, in questo caso, che la malattia faccia il suo corso e preferire se possibile metodi naturali quali decotti, suffumigi, riposo.

QUI è possibile leggere il report completo.

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Fonte: Prescrire

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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