No, le Marche non stanno bloccando la cura al plasma. La sperimentazione partirà tra due giorni

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La sperimentazione della terapia al plasma per i pazienti contagiati da coronavirus nelle Marche viene sospesa per decisione del CERM.

La sperimentazione della terapia al plasma per i pazienti contagiati da coronavirus nelle Marche non subisce uno stop. In queste ore si erano succedute notizie su una presunta decisione del Comitato Etico Regionale e di un suo parere negativo alla sperimentazione che prevede la cura del Covid-19 con il plasma. La realtà è che il CERM aveva chiesto solo dei chiarimenti: la cura sperimentale col plasma degli immuni comincerà entro un paio di giorni.

Una possibile cura che comincerà presto anche qui, dunque, negli ospedali di Torrette, Marche Nord e Fermo, selezionati per iniziare la sperimentazione e dove sono già stati individuati circa 100 pazienti.

Il Comitato Etico Regionale, il cui parere è vincolante per l’avvio della sperimentazione, non respinge quindi, come si era detto, un protocollo che di fatto è stato già approvato in altre regioni dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, che è la struttura capofila per la sperimentazione della terapia al plasma iperimmune in Toscana, in Campania, in Umbria e nel Lazio.

A confermarlo è il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che in conferenza stampa di ieri ha smentito le affermazioni su uno stop da parte del Commissione Etica Regionale sulla sperimentazione:

Nessun veto della Regione Marche alla sperimentazione con il plasma sui malati contagiati dal coronavirus, perché la regione non ha questo potere  […]. Non c’è stata nessuna bocciatura, ma solo una richiesta di chiarimenti. Tra oggi e domani si chiuderà questa vicenda che ha suscitato un polverone. Le Marche hanno chiesto di aderire alla sperimentazione”.

Intanto, proprio in questi giorni l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia italiana del farmaco sono impegnati in uno studio nazionale comparativo e controllato per valutare l’efficacia e il ruolo del plasma ottenuto da pazienti guariti da Covid-19 con una sola metodica standardizzata. Allo studio aderiscono diversi centri, a cominciare da quelli che ne stanno già valutando a livello locale .

Questo progetto consentirà di ottenere evidenze scientifiche sul ruolo che può giocare l’infusione di anticorpi in grado di bloccare l’effetto del virus e che sono presenti nel plasma di soggetti guariti dall”infezione.

Fonte: Regione Marche

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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