Che cos’è il riflesso di Babinski, tipico dei neonati, e perché averlo deve farci preoccupare

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Lite tra elefanti

Il riflesso di Babinski è tipico dei bambini molto piccoli, ma può presentarsi anche in età adulta. Vediamo meglio di cosa si tratta

Il riflesso di Babinski prende il nome dal neurologo che per primo lo descrisse nel lontano 1899 e viene utilizzato per mettere alla prova l’integrità del tratto corticospinale (CST). Se nei neonati con CST non completamente mielinizzato la presenza di questo riflesso è considerata normale (almeno fino a 24 mesi di età), la presenza o meno del riflesso negli adulti può fornire informazioni molto utili sulla presenza o assenza di patologie a carico del sistema nervoso centrale. Il riflesso di Babinski è particolarmente importante nel contesto in cui si sospetta una lesione del midollo spinale o un ictus, poiché può essere un indicatore precoce della presenza di queste condizioni di emergenza: spesso, infatti, la presenza del riflesso è la prima indicazione di lesione del midollo spinale dopo un trauma acuto.

Il tratto corticospinale ha origine dalla corteccia cerebrale e passa attraverso il tronco cerebrale e il midollo spinale: le sue fibre entrano in sinapsi con il motoneurone alfa nel midollo spinale e aiutano a dirigere la funzione motoria. Il CST è considerato motoneurone superiore (UMN) e il motoneurone alfa è considerato motoneurone inferiore (LMN). Il 60% delle fibre del CTS proviene dalla corteccia motoria primaria, dalle aree premotorie e dalle aree motorie supplementari, mentre il resto proviene dalle aree sensoriali primarie e dal lobo parietale: danni in qualsiasi punto di queste fibre possono rivelarsi nella presenza del riflesso di Babinski.

Per verificare la presenza del riflesso, viene utilizzato un oggetto duro e contundente ma non appuntito, che non causi dolore o lesioni: di solito si utilizzano un martelletto reflex o il bordo di una chiave. Lo strumento scelto viene fatto scorrere lungo il lato plantare laterale del piede, dal tallone alle dita. L’esaminatore osserva poi la dorsiflessione (movimento verso l’alto) dell’alluce e lo sventagliamento delle altre dita: quando ciò si verifica, è presente il riflesso di Babinski; se invece le dita dei piedi deviano verso il basso, il riflesso è assente; infine, se non c’è movimento, questa è considerata una risposta neutra e non ha alcun significato clinico.  In casi particolari, per esempio in assenza di alcune dita dei piedi o in caso di patologie infettive della suola del piede, non è possibile testare la presenza del riflesso di Babinski: in questi casi, il riflesso di Hoffman è considerato l’equivalente più vicino al riflesso di Babinski. 

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Fonte: NCBI

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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