Perché viene la pelle d’oca?

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Sensazione molto comune, che sperimentiamo quando fa freddo o siamo emozionati (spesso spaventati): la pelle d’oca (scientificamente chiamata ‘piloerezione’). I nostri peli si raddrizzano tutti contemporaneamente e i bulbi si innalzano provocando delle piccole bollicine sulla pelle, che diventa quindi ad un tratto ruvida. Ma perché accade questo?

Sensazione molto comune, che sperimentiamo quando fa freddo o siamo emozionati (spesso spaventati): la pelle d’oca (scientificamente chiamata ‘piloerezione‘). I nostri peli si raddrizzano tutti contemporaneamente e i bulbi si innalzano provocando delle piccole bollicine sulla pelle, che diventa quindi ad un tratto ruvida. Ma perché accade questo?

L’effetto è in realtà un “ricordo” preevolutivo. Infatti quando sperimentiamo il freddo avviene la spontanea contrazione dei piccoli muscoli che circondano il pelo, che si trova “schiacciato” e quindi in posizione eretta. I peli, tutti dritti l’uno a fianco all’altro, dovrebbero così offrire una maggiore protezione contro il freddo.

Naturalmente se l’organismo su cui si trovano ne ha un numero sufficiente. Non così l’essere umano, ormai privo di folta peluria come quella di alcuni animali tra cui la scimmia. Quindi il meccanismo è rimasto, ma l’effetto di protezione, di fatto, non c’è.

Tuttavia, pur non potendo garantire una protezione efficace, in questo stato la conducibilità termica della pelle diminuisce (ovvero la sua capacità di cambiare temperatura) e quindi viene limitata la quantità di calore dispersa dall’organismo.

Per altre informazioni sul rapporto tra corpo ed emozioni leggi anche:

Quando proviamo una forte emozione, invece, come uno spavento improvviso, sopraggiunge l’adrenalina, l’ormone prodotto dall’organismo in queste situazioni. Il suo rilascio provoca lo stesso effetto, in quanto ciò avviene anche sperimentando il freddo.

Roberta De Carolis

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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