Oppioidi, uccise migliaia di persone: Johnson&Johnson pronta a pagare 5 miliardi per bloccare il processo

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Johnson & Johnson è disposta a pagare 5 miliardi di dollari per fermare un processo che vede coinvolti gli oppioidi

Johnson & Johnson è disposta a pagare 5 miliardi di dollari per fermare un processo che vede coinvolti gli oppioidi, accusati di essere responsabili centinaia di migliaia di morti negli Usa. Un gruppo di procuratori generali degli Stati Uniti ha svelato un accordo da 26 miliardi, che peserà su alcune grandi compagnie farmaceutiche, accusate di aver alimentato l’epidemia mortale di oppioidi a livello nazionale. 

A rivelarlo è stato The Guardian, secondo cui i tre maggiori distributori di farmaci americani, McKesson Corp, Cardinal Health Inc e AmerisourceBergen Corp, dovrebbero pagare 21 miliardi di dollari combinati, mentre Johnson & Johnson (J&J), che produce oppioidi, pagherebbe 5 miliardi di dollari per fermare il processo.

Non ci sono abbastanza soldi al mondo francamente per affrontare il dolore e la sofferenza, ha detto il procuratore generale del Connecticut, William Tong, aggiungendo che i soldi “aiuteranno dove è necessario aiuto”.

L’accordo è stato il secondo più grande di sempre del suo genere, dopo quello sul tabacco da 246 miliardi di dollari risalente al 1998. Se la cosa andrà in porto, J&J pagherà la cifra in 9 anni, con un massimo di 3,7 miliardi di dollari pagati nei primi 3  anni. Il denaro dovrebbe essere utilizzato per il trattamento delle dipendenze, il sostegno familiare, l’istruzione e altri programmi sociali.

La vicenda: la crisi degli oppioidi

Secondo quanto riportano dal quotidiano britannico, i distributori di farmaci avrebbero effettuato scarsi controlli che hanno permesso di deviare enormi quantità di antidolorifici che creano dipendenza in canali illegali, devastando intere comunità. Nel caso di J&J, la società è stata accusata di aver minimizzato il rischio dipendenza nel suo marketing di oppioidi. Le società hanno negato le accuse.

Sono state intentate più di 3.000 cause legate alla crisi sanitaria, per lo più da parte dei governi statali e locali. I negoziatori hanno lottato per garantire il raggiungimento di un accordo che mettesse fine a quasi tutte le controversie.

La crisi degli oppioidi ha causato centinaia di migliaia di morti per overdose negli Stati Uniti dal 1999, ma ha colpito alcune regioni molto più duramente di altre, creando divisioni tra i governi statali. Ecco perché i singoli stati avranno 30 giorni di tempo per valutare l’accordo. Il processo contro i distributori inizierà il 7 settembre mentre quello contro J&J è fissato per gennaio. Per ricevere il pagamento completo, l’accordo dovrà ottenere il sostegno di almeno 48 Stati, il 98% dei governi locali in causa e il 97% delle giurisdizioni che devono ancora citare in giudizio.

Purtroppo il tempo passa e le vittime continuano a crescere. I Centri degli Stati Uniti per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) la scorsa settimana hanno resi noti i dati provvisori relativi al 2020: quest’ultimo è stato un anno record per i decessi per overdose da farmaci con 93.331 vittime, in aumento del 29% rispetto al 2019.

Sebbene molti decessi coinvolgano eroina o fentanil illecito e antidolorifici non prescritti, la maggior parte dei morti spesso ha fatto ricorso a tali sostanze dopo un’iniziale dipendenza dagli oppioidi, soggetti a prescrizione medica.

Fonti di riferimento: The Guardian

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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