Omicron 5: il sintomo notturno causato dalla variante, tra i più persistenti anche dopo essere guariti

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Un professore di biochimica irlandese spiega la presenza di un particolare sintomo della variante Omicron 5, che si manifesta di notte e che persiste anche dopo la guarigione

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Il contagio da Covid-19 non si è ancora arrestato – sembra anzi riprendere quota grazie alla diffusione di varianti molto contagiose come la Omicron 5: quest’ultima è una variante che si sta diffondendo a macchia d’olio e che sta facendo crescere di molto il numero giornaliero dei nuovi positivi, pur essendo tuttavia meno letale delle altre varianti.

Sappiamo che questa sottovariante è più contagiosa delle precedenti ed è in grado di aggirare la protezione fornita dal vaccino a cui la maggior parte di noi si è sottoposto – anche quella della terza dose o dose “booster”.

I sintomi, in molti casi, sono simili a quelli di una normale influenza: tosse, mal di gola, cefalea, dolori articolari, qualche linea di febbre. Tuttavia, ci sarebbe un nuovo sintomo notturno causato da questa specifica variante del virus che dovrebbe mettere subito in allarme e che, purtroppo, si può trascinare a lungo – anche dopo che il paziente si è ormai negativizzato.

A rivelarlo è stato Luke O’Neill, professore di biochimica irlandese, nell’ambito della trasmissione radiofonica trasmessa dalla radio irlandese: si tratta della sudorazione notturna. Anche dopo che il Covid è stato sconfitto, una eccessiva sudorazione continua a infastidire durante la notte.

Ciò sarebbe dovuto, secondo l’esperto, alla reazione del nostro sistema immunitario che prova a difendersi dall’attacco della malattia, essendo già entrato in contatto con il virus (attraverso la vaccinazione o per un contagio precedente).

Leggi anche: Omicron: perché, anche se ho sintomi, risulto ancora negativo al tampone Covid?

Il professor O’Neill conclude con una nota relativa ai vaccini, che saranno sicuramente riproposti in “versione aggiornata” nella stagione autunnale, per proteggere la popolazione anche dall’attacco delle nuove varianti in cui il virus è mutato nel frattempo.

Entro settembre le case farmaceutiche che hanno prodotto i sieri vaccinali durante le prime ondate della pandemia – ovvero Pfizer e Moderna – dovrebbero essere pronte con un nuovo vaccino specifico contro la variante Omicron.

Per adesso, il consiglio del professore e di tutti i medici è quello di vaccinarsi e di sottoporsi anche alla terza dose: chi è vaccinato, pur non esente dal rischio di contagiarsi, non dovrebbe ammalarsi in forma grave e potrebbe quindi affrontare la malattia in modo simile a un normale influenza.

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Fonte: News Talk

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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