Gli scienziati hanno scoperto una nuova molecola alternativa all’insulina che potrebbe cambiare il modo in cui trattiamo il diabete

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Un gruppo di ricerca guidato dal Salk Institute ha scoperto che non è solo l’insulina a regolare la glicemia, ma anche l'ormone

Ecco il carrello smart per la spesa

C’è un’altra molecola che può aiutare a controllare il diabete: un gruppo di ricerca guidato dal Salk Institute for Biological Studies (California, Usa) ha scoperto che non è solo l’insulina a regolare la glicemia. La loro scoperta potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie per il trattamento dell’insulino-resistenza e pone le basi per nuove promettenti vie nella ricerca sul metabolismo.

In sintesi i ricercatori hanno dimostrato che nel tessuto adiposo viene prodotto un ormone chiamato FGF1, che, come l’insulina, regola in modo potente e rapido la presenza di glucosio nel sangue inibendo la lipolisi, ovvero il meccanismo di degradazione dei grassi.

Ma lo fa in modo diverso a quello dell’insulina e questa differenza, secondo gli autori della ricerca, potrebbe consentire di utilizzare FGF1 per abbassare in modo sicuro e con successo la glicemia nelle persone che soffrono di insulino-resistenza, l’anticamera del diabete.

Trovare un secondo ormone che sopprime la lipolisi e abbassa il glucosio è una svolta scientifica – annuncia Ronald Evans, co-autore senior del lavoro – Abbiamo identificato un nuovo attore nella regolazione della lipolisi dei grassi che ci aiuterà a capire come vengono gestite le riserve di energia nel corpo

Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. 

Quando mangiamo, i grassi ricchi di energia e il glucosio entrano nel flusso sanguigno e l’insulina normalmente trasporta questi nutrienti alle cellule dei muscoli e del tessuto adiposo, dove vengono utilizzati immediatamente o conservati per un uso successivo.

Nelle persone con insulino-resistenza, il glucosio non viene rimosso in modo efficiente dal sangue, nel quale quindi si accumula, e una lipolisi più elevata aumenta i livelli di acidi grassi. Questi acidi grassi extra accelerano la produzione di glucosio dal fegato, aggravando i già alti livelli di glucosio e accumulandosi negli organi, esacerbando la resistenza all’insulina, alla base di diabete e obesità.

Solo in Italia circa 3 milioni di persone hanno avuto una diagnosi di diabete e accanto a questi si stima che un altro milione e mezzo abbia la malattia senza saperlo.

Leggi anche: Diabete: dagli esperti di Harvard, 5 semplici step per abbassare la glicemia e prevenire i picchi di insulina

Il gruppo aveva in realtà già dimostrato in precedenza che l’iniezione di FGF1 poteva abbassare i livelli di glicemia e che il trattamento cronico con FGF1 alleviava la resistenza all’insulina. Ma il meccanismo era rimasto un mistero.

molecola alternativa insulina per il diabete

©Salk Institute for Biological Studies

Ora sappiamo che anche l’FGF1 sopprime la lipolisi regolando al contempo la produzione di glucosio nel fegato, come fa l’insulina, e queste analogie hanno portato il gruppo di ricerca a chiedersi se FGF1 e insulina utilizzassero le stesse vie per ottenere il medesimo effetto. Ma non è così.

Era già noto infatti che l’insulina sopprimesse la lipolisi attraverso PDE3B, un enzima che avvia una via di segnalazione, quindi il team ha testato una gamma completa di enzimi simili, con quest’ultimo per primo , dimostrando che in realtà che FGF1 utilizza un percorso diverso: il PDE4.

Questo meccanismo è fondamentalmente un secondo ciclo, con tutti i vantaggi di un percorso parallelo – spiega Gencer Sancar, primo autore della ricerca – Nella resistenza all’insulina, la segnalazione è compromessa. Tuttavia, con una cascata di segnalazioni diversa, se non funziona una, l’altra può farlo. In questo modo possiamo ottenere ancora il controllo della lipolisi e della regolazione della glicemia

L’individuazione del percorso della PDE4 apre nuove opportunità per il trattamento del diabete, magari anche modificando l’FGF1 per migliorare l’attività della PDE4.

Lo studio è stato pubblicato su Cell Metabolism.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonti: Salk Institute for Biological Studies / Cell Metabolism

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook