La depressione non è uno stato d’animo, ma una malattia! Far crollare questo tabù è dovere di tutti

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La depressione non è uno stato d'animo, ma una malattia. Purtroppo, la salute mentale rappresenta ancora un tabù, che dobbiamo abbattere.

La scomparsa di Manuel Vallicella, morto suicida all’età di 35 anni, mi ha portato a fare una riflessione che vorrei condividere con voi.

Spesso, più o meno inconsapevolmente, utilizziamo delle frasi che rivelano quanto poco sappiamo a proposito di alcune malattie mentali, come ad esempio la depressione. Quante volte capita di dire o di sentir dire «Oggi mi sento depresso» o «Questa notizia mi ha depresso», come se la depressione fosse uno stato d’animo momentaneo, transitorio?

Il fatto che conosciamo poco determinate malattie, poi, ci porta a prenderle poco sul serio, a credere – erroneamente – che si possa decidere di evitarle o di guarire. E così si finisce per dire o sentirsi dire «Non pensarci», «Pensa a chi sta peggio», «Non ti manca nulla».

Nessuno che abbia mal di testa si sognerebbe mai di dire (giustamente) «Oggi mi sento un tumore», come nessuno direbbe mai a una persona malata di cancro «Non pensarci». Il problema è tutto qui: si pensa che le malattie mentali non siano malattie o che, alla meglio, non abbiano la dignità e la pericolosità di altre malattie.

La depressione non è uno stato d’animo, non è stress, non è un lato caratteriale, non è nemmeno la causa scatenante che l’ha provocata: è una patologia specifica e rappresenta una mancanza patologica di energia. In quanto malattia, si può curare (sia a livello psicoterapeutico che farmacologico) e da cui si può guarire.

Le malattie mentali, inutile girarci intorno, rappresentano ancora un tabù. Si fa fatica a parlarne, a farsi ascoltare e prendere sul serio. Si fa fatica persino a far comprendere la cosa più importante: riguardano tutti, nessuno ne è escluso, non c’è un’età in cui si è più predisposti alla malattia. Prima ne saremo consapevoli, prima impareremo a intervenire per tempo.

Bisogna curare le malattie mentali come si fa con tutte le altre, perché non sono «un momento che passa». Un braccio rotto non torna a funzionare se fai finta che funzioni, allo stesso modo una mente non torna sana se non viene curata. E non si rimanda la cura perché «c’è chi sta peggio», perché le malattie mentali sono pericolose e mettono a rischio la vita, esattamente come tutte le altre malattie.
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Basilio Petruzza ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza. È uno scrittore e blogger, ha pubblicato due romanzi e ha un blog.

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