Camminare o correre all’aperto: smog e inquinamento atmosferico riducono di almeno un anno i benefici al cervello

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Secondo questo studio i benefici apportati dall'attività all'aria aperta al cervello verrebbero vanificati dall'inquinamento atmosferico

Secondo questo studio i benefici apportati al cervello dall’attività all’aria aperta  verrebbero vanificati dall’inquinamento atmosferico 

Un nuovissimo studio condotto in Inghilterra su oltre 8.500 persone e apparso sulla rivista americana Neurology mette in guardia gli sportivi che amano praticare attività all’aria aperta ad alta intensità in spazi verdi o in città in cui il tasso di inquinamento è elevato. Attenzione dunque al dove viene svolta l’attività fisica all’esterno. La ricerca ha infatti dimostrato gli effetti avversi che l’inquinamento dell’aria avrebbe sul cervello umano, annullando così i benefici che una vigorosa attività sportiva produce.

Ad essere colpita sarebbe, secondo quanto riportato nello studio, la parte più interna del cervello umano ossia la cosiddetta materia bianca, responsabile della corretta comunicazione tra le varie aree cerebrali, la cui l’iperintensità risulterebbe gravemente alterata. In normali condizioni, le attività svolte all’aperto, quali la corsa o la bicicletta, consentono all’individuo di ridurre l‘iperintensità della sostanza bianca, mantenendo così basso il suo volume. Ciò però non si registra nelle aree con alti livelli di inquinamento atmosferico in cui i benefici dello sport sulla sostanza bianca appaiono vani.

Gli agenti inquinanti non sembrerebbero però avere effetto sulla materia grigia, che costituisce invece la corteccia cerebrale, il cui volume rimarrebbe pertanto inalterato. 

Di ciò sono responsabili il biossido di carbonio ed i particolati, sostanze classificate come altamente inquinanti ed in grado di danneggiare la salute in maniera permanente. Nel primo caso si ha a che fare con un gas tossico generato dalla combustione, nel secondo con un insieme di particelle visibili o meno classificate come particolati. Entrambi i contaminanti vengono facilmente a contatto con chi pratica sport all’esterno, finendo così nell’aria che respiriamo. Anche il biossido di azoto, nonostante sia un gas, è più denso dell’aria e rimane perciò intrappolato a livello del suolo.

Bisogna allora allenarsi al chiuso? No, lo studio inglese non intende scoraggiare gli sportivi a rintanarsi in casa o in palestra. Meglio però praticare attività all’aperto lontane da smog e traffico in cui si possa davvero beneficiare dello sport, della natura e dell’aria realmente salubre.

Fonte: American Academy of Neurology

Ti potrebbe interessare anche: 

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook