In tessuto al carbonio e a tre strati: le nuove mascherine adottate anche da Ryanair

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Sono in tessuto al carbonio adatto soprattutto per fare sport, ma ora queste mascherine fanno gola a parecchi, comprese la compagnie aeree.

Sono in tessuto al carbonio adatto soprattutto per fare sport, ma ora queste mascherine fanno gola a parecchi, comprese le compagnie aeree. A Fontaniva, una piccola cittadina della provincia di Padova, si producono mascherine in materiale tecnico che promettono di fare letteralmente il giro del mondo.

Il progetto è nato proprio qui, in Veneto, grazie alle intuizioni di Paolo Pandin, Ceo della Under Shield, azienda di famiglia che produce abbigliamento e accessori per gli atleti. Con la pandemia, Paolo ha deciso di fornire la sua esperienza in campo e ripartire dalle mascherine sportive.

Usando la tecnologia “Carbon Energized Fiber”, sono mascherine lavabili e riutilizzabili e disponibili anche per bambini a 3 strati, nate dalla combinazione di filati di carbonio e fibre tessili, in un sistema in grado di gestire il flusso di vapore della traspirazione in modo tale da non sbilanciare il sistema di termoregolazione e conservare la pelle asciutta. In questo modo, il respiro regolare è assicurato, così come l’integrità della pelle del viso.

Ora forniamo farmacie e negozi sanitari, che apprezzano le nostre performance tecniche. Ci ha scelto anche Ryanair per la protezione del personale della compagnia – racconta Pandin a Il Mattino di Padova. Le mascherine di Under Shield non sono Dpi, ma “le attuali ffp2 e ffp3 sono basate su progetti di almeno 25 anni fa. Noi abbiamo messo insieme tre strati che hanno la caratteristica di bloccare il Covid sia in entrata che in uscita”.

A questo proposito, l’azienda ha effettuato un test che è quello della “penetrazione di virus utilizzando il batteriofago Phi-X174 che risulta simile, per dimensioni e forma, al virus dell’epatite C, il cui involucro lipidico ha un diametro di circa 55-65 nm. Le particelle virali del Covid-19 hanno invece un diametro di 60-140 nm. I risultati ottenuti sono particolarmente significativi perché dimostrano che il materiale che utilizziamo rappresenta un’efficace barriera contro le particelle virali”.

Fonte: Il Mattino di Padova  / Under Shield

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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