Ictus cerebrale: la catena social che ti aiuta a capire come riconoscerlo

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Ecco i pochi segnali che possono essere rivelatori di un ictus in atto: notarli in tempo può essere vitale per salvare la vita della persona che abbiamo davanti. Sui social gira una catena che rivela i campanelli d'allarme a cui prestare attenzione. Scopriamo di quali si tratta e come agire

L’ictus è una malattia cronica che colpisce l’apparato cardiovascolare e che si conclude con l’occlusione di un’arteria a livello cerebrale. Le conseguenze di questo evento possono essere gravi e irreversibili, talvolta mortali, ma non si verificano subito.

Possono trascorrere alcune ore prima che il paziente che ha avuto l’ictus manifesti sintomi gravi e venga portato in ospedale. A quel punto, però, potrebbe essere già troppo tardi. Ma esistono dei “segnali” che possono essere letti nell’ottica di riconoscere l’ictus prima che il danno sia irreversibile?

Dopo un primo momento di defaillance, in cui la persona che ha subito l’ictus si accascia a terra o mostra segni di confusione, nelle ore che intercorrono fra l’ictus vero e proprio e la sua manifestazione lampante, il paziente sembra stare bene e non avere particolari difficoltà a parlare o a muoversi.

Ma sono proprio gli attimi che seguono l’ictus che possono rivelare la natura e la gravità del problema. Sui social rimbalza una “catena” informativa che spiega quali sono i segnali a cui prestare attenzione in caso di ictus:

I quattro suggerimenti contenuti nel post sono stati confermati anche dal Nationl Health Service, che li ha raggruppati nell’acronimo FAST, che in inglese significa “veloce” – proprio a sottolineare che la velocità di intervento, in questi casi, può fare un’enorme differenza fra la vita e la morte:

  • Face (viso). In conseguenza dell’ictus, potrebbe essere avvenuta una paralisi facciale. Se il volto della persona che abbiamo davanti appare distorto, asimmetrico, o se la persone non è in grado di sorridere e muovere la bocca in maniera disinvolta, potrebbe trattarsi di un ictus.
  • Arms (braccia). L’ictus provoca indebolimento e paralisi temporanee anche negli arti superiori e inferiori. Chiediamo quindi alla persona che ha avuto il malessere di alzare entrambe le braccia: potrebbe non essere in grado di farlo in conseguenza dell’ictus.
  • Speech (parola). Se la persona che si è sentita male non è in grado di ripetere una frase completa, o mostra difficoltà ad articolare le parole, iniziamo a preoccuparci: potrebbe essere il segnale di un ictus in corso.
  • Time (tempo). Come abbiamo detto, se trattato tempestivamente, l’ictus non è letale. Quindi, non appena notiamo uno dei segnali sopra esposti, affrettiamoci a chiamare i soccorsi o a portare personalmente la persona in ospedale: questo potrebbe fare davvero la differenza fra la vita e la morte, o fra una vita normale e le gravi conseguenze (irreversibili) dell’ictus.

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Fonti: Facebook / National Health Service

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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