Glifosato, Bayer vince la seconda causa consecutiva in un caso di cancro contro il Roundup

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Secondo un'ultima sentenza, il glifosato non è la causa scatenante del cancro di Donnetta Stephens, affetta da linfoma non Hodgkin

Era successo lo scorso ottobre ed è accaduto di nuovo: secondo un’ultima sentenza, il glifosato non è la causa scatenante del cancro di Donnetta Stephens, donna californiana affetta da linfoma non Hodgkin. Bayer incassa dunque la seconda vittoria consecutiva in una causa contro il Roundup.

La giuria della contea di San Bernardino ha sostenuto che il cancro di Donnetta Stephens, che aveva citato in giudizio la società per non averla avvertita dei pericoli del Roundup, non è stato causato dalla sua esposizione al famoso erbicida a base di glifosato Roundup tra il 1985 e il 2017.

Siamo dunque 3:2: le prime tre denunce hanno portato a decine di milioni di dollari di risarcimento per i querelanti, ma poi Bayer ha ottenuto il primo esito favorevole lo scorso 5 ottobre, evento che ha fatto salire il prezzo delle azioni della società. Seguito da quest’ultimo.

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Nonostante i migliori sforzi di tutti, era impossibile provare un caso coerente con il nostro programma – spiega a Reuters Fletch Trammell, che difende la Stephens – Abbiamo in programma di fare appello e non vediamo l’ora di provare di nuovo il caso in circostanze più favorevoli

L’avvocato ha notato che casi simili in genere impiegavano settimane per essere processati, mentre per il caso Stephens sono stati necessari più di quattro mesi a causa di problemi tecnici e lunghe pause.

Da quando la Bayer ha acquisito il Roundup dalla Monsanto è stata travolta di cause, che sono costate miliardi di dollari per risolvere 96.000 contenziosi su 125.000 circa. La società, inoltre, sta ancora portando avanti ricorsi in due dei tre verdetti che ha perso, incluso uno che mira a far prendere in considerazione dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, dove una sentenza per Bayer potrebbe effettivamente porre fine ai casi Roundup.

Il 9 dicembre 2021, la giuria del processo Stephens ha emesso un verdetto a nostro favore e ha stabilito che Roundup™ non è la causa del cancro della signora Stephens – scrive trionfante la Bayer sul proprio sito – L’esito di questo caso segue il verdetto favorevole di Clark e il licenziamento volontario del querelante Jimenez, e segna il terzo sviluppo positivo nel contenzioso Roundup™ negli ultimi mesi. Il processo si è svolto presso la Corte Suprema dello Stato della California per la Contea di San Bernardino

Eppure il glifosato è sempre lo stesso e gli studi scientifici continuano a indicarlo come probabile cancerogeno per l’uomo. Proprio recentemente un lavoro condotto da due tossicologi di fama internazionale ha affermato nero su bianco che gran parte delle 53 ricerche riservate di genotossicità regolatoria, che hanno portato alla riautorizzazione dell’erbicida in Europa nel 2017, sono controverse e discutibili, e di fatto non soddisfano i criteri di qualità previsti.

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Questa doppietta di vittorie è dunque davvero un brutto segnale per la lotta al glifosato e ai pesticidi in generale, che segna un terribile passo indietro di cui rischiamo di pagare tutti ingenti spese umane.

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Fonti: Reuters / Bayer

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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