Cancro: ancora 10milioni di vittime ogni anno, la migliore arma resta la prevenzione #worldcancerday

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La pandemia ha creato, tra gli altri, un problema non da poco. Per mesi c'è stato il blocco dei programmi di prevenzione

Ogni anno nel mondo 10 milioni di persone muoiono di cancro. Un numero di vittime più elevato di quello di HIV/Aids, malaria e tubercolosi messi insieme. Ma c’è di più. Entro il 2030, gli esperti prevedono che le vittime saliranno a 13 milioni. Morti che si possono ridurre. E’ un invito all’azione quello che arriva oggi in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.

Secondo quanto si legge sul sito ufficiale del World Cancer Day, un terzo dei casi di cancro si può prevenire, un terzo può essere curato se rilevato precocemente e trattato adeguatamente. Per questo, mettendo insieme strategie per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento, si possono salvare fino a 3,7 milioni di vite ogni anno.

“Oggi sappiamo di più sul cancro che mai. Investendo in ricerca e innovazione, abbiamo assistito a scoperte straordinarie in medicina, diagnostica e conoscenza scientifica. Più sappiamo, più progressi possiamo fare nella riduzione dei fattori di rischio, aumentare la prevenzione e migliorare la diagnosi, la prevenzione, il trattamento e la cura del cancro” si legge sul sito ufficiale.

Molto è stato fatto ma negli ultimi anni, a livello internazionale è stata sempre più forte la necessità di un impegno globale, condiviso, come hanno sottolineato le Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale della sanità e altre agenzie Onu.

Purtroppo però la pandemia non aiuta. Anzi.

La giornata mondiale contro il cancro in Italia

La pandemia ha creato, tra gli altri, un problema non da poco. Per mesi c’è stato il blocco dei programmi di prevenzione col concreto di un maggior numero di diagnosi in fase avanzata.

“È necessario riprendere quanto prima la prevenzione secondaria, mirata alla diagnosi iniziale non solo del cancro del colon-retto, ma anche della mammella e della cervice uterina – –ha detto Beretta, il presidente dell’Associazione nazionale oncologia medica  -. Sappiamo infatti che le possibilità di guarigione sono molto alte quando le neoplasie sono scoperte in fase precoce, ad esempio sono superiori al 90% nel carcinoma mammario. Inoltre, gli screening impattano in modo significativo sulla sostenibilità del sistema, perché consentono di risparmiare risorse che altrimenti sarebbero destinate alla cura di neoplasie in fase avanzata”.

https://www.facebook.com/AssociazioneItalianadiOncologiaMedica/posts/2877863212540803

“Per chi sta lottando contro il cancro la pandemia Covid-19 ha purtroppo rallentato le diagnosi precoci, i trattamenti e lo stesso  follow-up, compromettendo severamente la  prognosi e, quindi, la stessa quantità e qualità di vita, con un  significativo aumento  dei costi socio-sanitari – ha ricordato il Presidente della Lega Italiana per la lotta contro i tumori Schittulli- che ha sottolineato l’urgenza del vaccino anti – Covid anche per i pazienti affetti da patologia tumorale “Se non difendiamo i malati da questo virus la battaglia contro il cancro è drammaticamente persa: sia per coloro che devono eseguire gli screening, e quindi beneficiare della diagnosi precoce, sia per coloro che si sottopongono alle cure, sia per coloro che abbiano  vissuto l’esperienza cancro e si trovino nella delicata fase del recupero del proprio benessere e della  riconquista della vita dopo la malattia”.

Anche il Ministro della salute uscente, Roberto Speranza, ha voluto lanciare un messaggio sui social ricordando che il nostro paese è tra i leader nella lotta contro i tumori soprattutto grazie alle attività di prevenzione.

Equità

Dovrebbe essere scontato, ma purtroppo non lo è. Non tutti nel mondo abbiamo accesso alle medesime cure e agli aiuti sanitari. Si pensi che più della metà (65%) dei decessi per cancro si verifica nelle parti meno sviluppate del mondo. Ma anche nei paesi con un reddito più alto, esistono ancora disuguaglianze tra le comunità a basso reddito, indigene, immigrate, rifugiate e rurali. Eppure, garantire un accesso paritario alla prevenzione, diagnosi, trattamento e cura del cancro può salvare vite umane.

Anche aumentare l’aelfabetizzazione e la comprensione delle politica sul cancro, permettono di combatterlo e di modificare quei comportamenti che possono favorirlo.

“Le nostre azioni possono cambiare menti e cuori. Educando e informando noi stessi e coloro che ci circondano sul #cancro, possiamo sfidare la disinformazione, lo stigma e la paura” è l’appello lanciato oggi.

“La Giornata mondiale contro il cancro è una piattaforma inclusiva per voci provenienti da tutti gli angoli del mondo, comprese le aree più remote” ha detto il dott. Roger Damsey, Vicepresidente senior di ricerca clinica globale in oncologia

Fonti di riferimento: World Cancer Day, Lilt, Aiom

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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