Questa è l’ora in cui dovresti andare a dormire se vuoi limitare il rischio di malattie cardiache

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L'ora in cui si va a letto può ripristinare l'orologio biologico e proteggere dallo sviluppo di malattie cardiovascolari

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L’ora in cui si va a letto può ripristinare l’orologio biologico e proteggere dallo sviluppo di malattie cardiovascolari

Quando si tratta di dormire, la ricerca suggerisce che potrebbe esserci un momento ottimale per addormentarsi, soprattutto per la salute del cuore. Non troppo presto ma neanche non troppo tardi, l’orario ottimale sarebbe tra le 22:00 e le 23:00.

Lo studio, basato sui dati di oltre 88.000 partecipanti alla UK Biobank, suggerisce che andare a dormire alle 22:00 o poco dopo è associato a un minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’addormentarsi prima o dopo.

La ricerca non può dimostrare come andare a letto, presto o tardi, contribuisca allo sviluppo di malattie cardiovascolari, anche perché il momento di andare a letto può dipendere anche da altri fattori, come stare fuori fino a tardi. Tuttavia, il team di ricercatori ha evidenziato che l’orario in cui si va a dormire potrebbe privare le persone di elementi fondamentali per la salute, come la luce del giorno al mattino che aiuta a ripristinare l’orologio interno del corpo. Infatti, se quest’ultimo non viene ripristinato correttamente per un lungo periodo di tempo, il disallineamento dell’orologio circadiano aumenta l’infiammazione e può compromettere la regolazione del glucosio, che può a sua volta aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Lo studio

Lo studio ha evidenziato come 3.172 degli 88.026 partecipanti, reclutati tra il 2006 e il 2010, hanno sviluppato malattie cardiovascolari in un periodo medio di follow-up di 5,7 anni. Il team ha attinto ai dati dei dispositivi al polso indossati dai partecipanti per sette giorni, per esplorare se esistesse un’associazione con il momento in cui i partecipanti si addormentavano durante la notte.

I ricercatori hanno scoperto che dei 3.172 partecipanti, 1.371 si addormentavano dopo la mezzanotte in media durante i sette giorni di utilizzo del dispositivo, 1.196 si sono addormentati dalle 23:00 e 473 si sono addormentati dalle 22:00. Solo 132 si sono appisolati prima delle 22:00.

Dopo aver preso in considerazione varie informazioni, come età, sesso, fumo, durata del sonno, irregolarità del sonno, diabete, pressione sanguigna e stato socioeconomico, i ricercatori hanno scoperto che quelli che si addormentavano tra le 22:00 e le 22:59 avevano un rischio inferiore di malattie cardiovascolari rispetto a coloro che si erano appisolati prima o dopo.

Più specificamente, coloro che si addormentavano a mezzanotte o più tardi avevano un rischio maggiore del 25%, mentre coloro che si addormentavano prima delle 22:00 avevano un rischio maggiore del 24%; chi si addormentava tra le 23:00 e le 23:59 aveva un rischio maggiore del 12%, rispetto a chi si addormentava nell’ora precedente. I risultati sembrano essere più forti nelle donne rispetto agli uomini, anche se le ragioni rimangono poco chiare.

E’ importante sottolineare che questa ricerca ha dei limiti, incluso il fatto che si basa solo su dati di adulti di età compresa tra 43 e 79 anni e che i partecipanti sono prevalentemente bianchi, di conseguenza sono necessari ulteriori studi con un numero più ampio di partecipanti per ottenere risultati più precisi.

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Fonte: European Heart Journal

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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