Questa comune sostanza chimica usata per il lavaggio a secco collegata al morbo di Parkinson

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Una recente ricerca ha evidenziato come il tricloroetilene (TCE) ampiamente utilizzato in diversi settori, è connesso a un aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson

Una sostanza chimica comune e ampiamente utilizzata potrebbe causare l’aumento del morbo di Parkinson, si tratta del tricloroetilene (TCE) una sostanza che, egli ultimi 100 anni, è stata utilizzata per decaffeinizzare il caffè, sgrassare i metalli e lavare a secco i vestiti.

In un documento pubblicato sul Journal of Parkinson’s Disease, un team internazionale di ricercatori ha ipotizzato che il TCE possa essere un invisibile causa del Parkinson.

Nel documento descrivono in dettaglio l’uso diffuso della sostanza chimica e le prove che la collegano al Parkinson; nello specifico, il team ha analizzato il caso di sette individui, da un ex giocatore di basket NBA a un capitano della Marina Militare, fino a un defunto senatore degli Stati Uniti.

Tutti hanno sviluppato la malattia di Parkinson dopo aver probabilmente lavorato con la sostanza chimica o esserne stati esposti nell’ambiente.

Ma cos’è il TCE? Si tratta di un inquinante industriale ubiquitario e diffuso.

Era un solvente ampiamente utilizzato e impiegato in una serie di applicazioni industriali, di consumo, militari e mediche, tra cui la rimozione della vernice, la correzione degli errori di battitura, la pulizia dei motori e l’anestesia dei pazienti.

Il suo utilizzo negli Stati Uniti ha raggiunto il picco negli anni ’70, quando ogni anno venivano prodotte più di 600 milioni di libbre di sostanza chimica. Fortunatamente da allora l’uso domestico è diminuito, anche se il TCE è ancora utilizzato per sgrassare il metallo e pulire a secco.

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TCE e morbo di Parkinson

La connessione tra TCE e Parkinson è stata accennata per la prima volta più di 50 anni fa.

Negli anni successivi, la ricerca ha dimostrato che questa sostanza entra nel cervello e nel tessuto corporeo e, ad alte dosi, danneggia le parti delle cellule che producono energia note come mitocondri.

Negli studi si è visto come il TCE provochi la perdita selettiva delle cellule nervose produttrici di dopamina, un segno distintivo della malattia di Parkinson negli esseri umani.

La sostanza chimica può contaminare il suolo e le acque sotterranee. Oltre ai rischi per l’acqua, il TCE volatile può facilmente evaporare ed entrare nelle case, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, spesso senza essere rilevato.

Lo studio descrive sette individui in cui il TCE potrebbe aver contribuito alla loro malattia di Parkinson.

I casi di studio includono, ad esempio, il giocatore di basket professionista Brian Grant, che ha giocato per 12 anni nella NBA e a cui è stato diagnosticato il morbo di Parkinson all’età di 36 anni.

Grant è stato probabilmente esposto al TCE quando aveva tre anni e suo padre, allora un marine, era di stanza a Camp Lejeune. Grant ha creato una fondazione per ispirare e sostenere le persone con la malattia.

In questo modo, gli autori sottolineano che:

Per più di un secolo, il TCE ha minacciato i lavoratori, inquinato l’aria che respiriamo – fuori e dentro – e contaminato l’acqua che beviamo. L’uso globale sta crescendo, non calando.

Ovviamente, al momento sono necessarie ulteriori ricerche per capire meglio come il TCE contribuisce al morbo di Parkinson e ad altre malattie.

Infatti, per i ricercatori i livelli di TCE nelle acque sotterranee, nell’acqua potabile, nel suolo e nell’aria esterna e interna richiedono un monitoraggio più attento, e queste informazioni devono essere condivise con coloro che vivono e lavorano vicino a siti potenzialmente inquinati.

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Fonte: IOS Press

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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