Cancro al pancreas: comincia in Italia la sperimentazione del farmaco che potrebbe salvare migliaia di malati di tumore

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Al via la sperimentazione della decitabina, che fino a questo momento è stata utilizzata per la mielodisplasia e la leucemia mieloide acuta, contro il cancro del pancreas in fase avanzata. A Verona è stato reclutato il primo paziente. Solo nel 2020 sono stati diagnosticati quasi 500 mila nuovi casi e si sono registrati circa 466 mila decessi in tutto il mondo

Arruolato a Verona il primo paziente per lo studio “Orientate”, una sperimentazione clinica che ha lo scopo di studiare un utilizzo alternativo della decitabina ( (il nome commerciale del farmaco è Dacogen) contro l’adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac), il ben noto cancro del pancreas, in fase avanzata e resistente alle terapie.

Si tratta di un innovativo studio clinico cge nasce da due ricercatori, Luca Cardone del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto nazionale tumori regina Elena (Ire) – Irccs di Roma, e Michele Milella, professore di Oncologia dell’Università di Verona e direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona.

L’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDA) è uno dei tumori più aggressivi, senza opzioni di trattamento clinicamente efficaci. La prognosi sfavorevole è proprio dovuta al fatto che le poche opzioni terapeutiche a disposizione hanno un’ efficacia fortemente limitata dalla resistenza dei tumori ai trattamenti farmacologici.

Ma come dare speranza a chi ne è affetto?

Lo studio

Come si legge nello studio, in quasi tutti i Pdac ci sono mutazioni del gene Kras che stimolano le cellule pancreatiche a crescere in modo incontrollato, favorendo lo sviluppo e la progressione del tumore. Tuttavia, la mutazione del gene Kras, oltre ad essere responsabile della malattia, ne può rappresentare anche una sua vulnerabilità. Infatti, una parte dei tumori avanzati rimane dipendente da questo per crescere. Negli anni la ricerca ha però dimostrato che i tumori Kras-dipendenti sono sensibili all’azione di un noto farmaco, la decitabina già approvato in passato dalla FDA per il trattamento della mielodisplasia e della leucemia mieloide acuta.

Lo studio “Orientate”, o “Tailored drug repurposing of decitabine in KRAS-dependent refractory pancreatic cancer”, è in fase II e il suo scopo sarà quello di indagare sull’attività della decitabina su pazienti con Pdac Kras-dipendente avanzato e resistenti alle terapie. Il primo paziente dello studio è stato arruolato oggi a Verona.

Questo è un approccio molto innovativo al trattamento del cancro del pancreas. Non esistono farmaci per colpire le mutazioni che attivano Kras nel cancro del pancreas, quindi qui la decitabina lo farà indirettamente. Inoltre, i ricercatori selezioneranno i tumori che presentano questo specifico biomarcatore di risposta alla decitabina, utilizzando un approccio personalizzato basato sulla profilazione trascrittomica, spiega la professoressa Ilse Rooman, direttrice del programma di ricerca sul tumore del pancreas all’Anticancer Fund.

Anticancer Fund ha infatti deciso di sostenere questo studio in quanto si occupa di una esigenza terapeutica impellente in oncologia: i pazienti con cancro del pancreas hanno poche opzioni per il trattamento oggi ed è urgente una ricerca specifica. Inoltre, poiché la decitabina è un farmaco “riutilizzato”, gli investimenti necessari per implementare questa strategia di trattamento sono limitati e i pazienti selezionati ed eleggibili avranno un facile accesso a questo trattamento.

Il primo paziente dello studio è stato arruolato oggi a Verona, mentre lo studio multicentrico coinvolgerà anche altri Istituti in altre Regioni.

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Fonti: Studio Orientate / Università di Verona

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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