Camminare: cosa succede alla tua andatura se recuperi il sonno perduto

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Dormire poco e non recuperare le ore di riposo perse può influenzare negativamente il modo di camminare, lo dimostra una nuova ricerca

Dormire poco e non recuperare le ore di riposo perse può influenzare negativamente il modo di camminare, lo dimostra una nuova ricerca

Il sonno insufficiente può influire negativamente sulla deambulazione, in particolare sul modo in cui controlliamo la falcata e l’andatura. Infatti, coloro che hanno sperimentato una mancanza di sonno hanno anche rilevato un minor controllo durante la camminata.

Un nuovo studio ha rivelato che se si riesce a recuperare il sonno perduto, anche solo per poche ore nel fine settimana, migliora anche il modo di camminare. Ormai è ben noto che il sonno può influenzare il modo in cui svolgiamo compiti cognitivi, come risolvere un problema di matematica, tenere una conversazione o persino leggere. Meno esplorata è la questione se il sonno influenzi il modo in cui camminiamo, o svolgiamo altre attività, che si presume siano meno faticose dal punto di vista mentale.

Questo nuovo studio riporta, invece, che camminare e in particolare, quanto bene possiamo controllare il nostro passo o l’andatura, può effettivamente essere influenzato dalla mancanza di sonno.

Lo studio

In esperimenti con studenti volontari, il team ha scoperto che, nel complesso, meno sonno gli studenti avevano, meno controllo avevano quando camminavano durante un test sul tapis roulant. Inoltre, è stato dimostrato che compensare il sonno potrebbe essere una strategia importante; ad esempio, per coloro che sono cronicamente privati ​​del sonno, come i turnisti, i medici e alcuni membri del personale militare, se costruiscono una compensazione del sonno regolare, potrebbero avere un controllo migliore sulla loro andatura.

L’atto di camminare una volta era visto come un processo completamente automatico, che implicava pochissimo controllo cosciente e cognitivo, ma è stato dimostrato come sia leggermente più complicato di quanto si pensi. In esperimenti precedenti, ad esempio, è stato osservato che i soggetti sani possono regolare la loro andatura per adattarsi a sottili cambiamenti negli stimoli visivi, senza rendersi conto che lo stanno facendo. Questi risultati suggeriscono che camminare implica un’influenza sottile e consapevole, oltre a processi più automatici.

I risultati

Nel nuovo studio, il team ha arruolato studenti dell’Università di San Paolo per prendere parte a un esperimento incentrato sugli effetti della privazione del sonno sul controllo dell’andatura. A ciascuno degli studenti è stato dato un orologio per monitorare la loro attività nell’arco di 14 giorni. Queste informazioni hanno dato ai ricercatori un’idea di quando e per quanto tempo gli studenti dormivano ed erano attivi ogni giorno. Agli studenti non sono state date istruzioni su quanto dormire, in modo che i ricercatori potessero registrare i loro schemi di sonno naturali; in media, ogni studente ha dormito circa sei ore al giorno, anche se alcuni hanno compensato, recuperando il sonno durante i due fine settimana nel periodo di 14 giorni.

La sera prima del 14° giorno, un gruppo di studenti è rimasto sveglio tutta la notte; questo gruppo è stato designato come gruppo di deprivazione acuta del sonno, o SAD. La mattina del 14° giorno, tutti gli studenti sono andati al laboratorio per eseguire un test del cammino. Ogni studente camminava su un tapis roulant alla stessa velocità, mentre i ricercatori suonavano un metronomo e agli studenti è stato chiesto di stare al passo con il ritmo, mentre i ricercatori alzavano e abbassavano lentamente e sottilmente la velocità, senza dire che lo stavano facendo. Le telecamere hanno catturato la camminata dei ragazzi e, in particolare, il momento in cui il loro tallone ha colpito il tapis roulant, confrontato con il ritmo del metronomo.

E’ stato scoperto che i soggetti con privazione acuta del sonno erano fuori ritmo, hanno perso i segnali acustici e, in generale, camminavano peggio rispetto a tutti gli altri. Quindi, i risultati mostrano che l’andatura non è un processo automatico e, soprattutto, può essere influenzata dalla privazione del sonno.

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Fonte: Nature

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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