Ecco come gli avatar degli embrioni miglioreranno la fecondazione in vitro e lo sviluppo di nuovi contraccettivi

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Fecondazione in vitro ma anche nuovi contraccettivi, tutto con le medesime molecole: sono i blastoidi, gli “avatar” degli embrioni

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Migliorare le tecniche di fecondazione in vitro così come sviluppare nuovi contraccettivi non ormonali, tutto con le medesime molecole: sono i blastoidi, gli “avatar” degli embrioni. La scoperta è frutto del lavoro di un team internazionale di scienziati guidati dall’Institute of Molecular Biotechnology of the Austrian Academy of Sciences – IMBA (Austria).

I blastoidi sono modelli degli embrioni umani ottenuti da cellule staminali adulte (quindi privi di problemi etici) e sono in grado di fare un “riepilogo” di ciò che gli embrioni umani normalmente fanno nascosti all’interno dell’utero. Questo apre le porte a migliorare le procedure di fecondazione in vitro (FIV) ma anche a sviluppare contraccettivi migliori.

I contraccettivi ormonali sono ormai “consolidati” da tempo, migliorano continuamente la loro formulazione e funzionano per molte donne. Tuttavia, hanno effetti collaterali spiacevoli, anche quelli di più recente sviluppo, e la loro efficacia diminuisce se non vengono assunti con regolarità quotidiana. Inoltre alcune donne, come le sopravvissute al cancro al seno, non possono essere sottoposte a trattamenti ormonali.

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Tecnicamente gli scienziati sono riusciti a stimolare le cellule staminali umane ad auto-organizzarsi in modo efficiente e fedele in modelli realistici delle prime fasi dello sviluppo embrionale, generando blastoidi, che hanno permesso loro di iniziare a studiare i principi di base dello sviluppo umano precoce e di cercare nuove terapie. I blastoidi sono stati coltivati ​​per un massimo di 13 giorni, quando risultavano contenere circa 300 cellule.

E proprio tramite questi modelli, i ricercatori hanno scoperto molecole che potrebbero essere candidate per contraccettivi o al contrario stimolatori della fertilità. In particolare, utilizzando SC144, una molecola con l’approvazione della FDA, il team ha trovato un percorso promettente per una nuova generazione di contraccettivi non ormonali.

Queste pillole anticoncezionali possono essere assunte solo se necessario, rimuovendo il peso e lo stress associati ai farmaci che devono essere assunti quotidianamente. La necessità di una dose solo occasionale potrebbe anche comportare effetti collaterali significativamente inferiori rispetto a una pillola ormonale quotidiana.

Oltre che per la contraccezione, i blastoidi sono serviti anche per scoprire un nuovo effetto di una molecola naturale, l’LPA, che migliora significativamente l’auto-organizzazione delle cellule staminali e potrebbe quindi essere utilizzata per stimolare la formazione di embrioni naturali durante le procedure di fecondazione in vitro (FIV). I ricercatori sono attualmente in attesa di un’approvazione nazionale belga per iniziare a testare questa molecola nelle procedure di fecondazione in vitro.

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Speriamo di poter utilizzare tali molecole per migliorare il numero e la qualità degli embrioni IVF e la possibilità di rimanere incinta – commenta Nicolas Rivron, che ha guidato la ricerca – Il nostro obiettivo è dare potere alle donne consentendo loro di controllare meglio la loro fertilità, sia che desiderino prevenire la gravidanza o aumentare le loro possibilità di avere un figlio.

Il lavoro è stato pubblicato su Nature.

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Fonti: EurekAlert! / Nature / IMBA/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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