Scompenso cardiaco, questo algoritmo è capace di predire il rischio di morte

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Il risultato della tecnologia italiana è a servizio della comunità scientifica europea per il trattamento preventivo dello scompenso cardiaco

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Il risultato della tecnologia medica italiana è ora a servizio della comunità scientifica europea per il trattamento preventivo dello scompenso cardiaco

L’indice prognostico MECKI score (Metabolic Exercise Cardiac Kidney Index), messo a punto nel 2012 dal Centro Cardiologico Monzino, è stato inserito nelle linee guida per lo scompenso cardiaco della European Society of Cardiology. Si tratta di un algoritmo che, combinando parametri specifici del paziente, calcola il combinato rischio di morte per cause cardiovascolari o la necessità di urgente trapianto di cuore o di impianto di assistenza ventricolare sinistra. L’algoritmo è nato raccogliendo e analizzando i dati di oltre 7.500 pazienti affetti da scompenso, che sono stati seguiti per quattro anni.

MECKI score è uno dei maggiori contributi del “Monzino” alla cardiologia – dichiara Piergiuseppe Agostoni, Direttore del Dipartimento di Cardiologia Critica e Riabilitativa e Professore ordinario di malattie cardiovascolari all’Università degli Studi di Milano. – Lo abbiamo concepito per rispondere al bisogno dei medici di famiglia e i cardiologi di poter contare su un metodo scientifico efficace per identificare la prognosi dei pazienti con scompenso cardiaco cronico.

Per il suo calcolo, l’algoritmo MECKI contempla diversi parametri – quali test cardiopolmonari, valori di emoglobina e sodio nel sangue, funzionalità renale, frazione di eiezione ventricolare sinistra, picco di consumo dell’ossigeno, efficienza ventilatoria sotto sforzo. Il test è effettuabile, in forma gratuita ed anonima, attraverso un calcolatore disponibile online o un’applicazione per iPad. Tuttavia, come ricordano gli ideatori, si tratta di un test di supporto clinico che non va eseguito con leggerezza solo perché è accessibile a tutti: per non generare allarmismi si consiglia a chi vuole eseguire il test di farlo insieme al proprio medico curante, che sarà in grado di inserire bene tutti i dati richiesti dal sistema e di interpretare correttamente il risultato e i relativi effetti sulle terapie.

Siamo molto felici che un prodotto della ricerca italiana, che ha prodotto più di 20 pubblicazioni su riviste internazionali di alto livello scientifico, nato da un’ampia collaborazione fra ospedali abbia avuto un così importante riconoscimento come l’introduzione nelle linee guida dello scompenso cardiaco della società europea di cardiologia – conclude Agostoni.

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Fonte: Centro Cardiologico Monzino

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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