Sai quando devi conservare la marmellata in frigorifero?

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La confettura di frutta è un alimento molto amato da grandi e piccini, ma se la si vuole conservare più a lungo allora va preparata in un certo modo. Tutte le marmellate non andrebbero consumate comunque oltre un tot di tempo che varia da prodotto a prodotto

La ricetta del porridge senza cottura

C’è chi la prepara in casa seguendo le ricette della nonna, chi la riceve in regalo da parenti e/o amici e chi infine preferisce acquistarla nel proprio negozio di fiducia. La confettura di frutta o marmellata è un alimento che fa parte delle nostre colazioni e non manca quasi mai sulle tavole degli italiani. Che sia senza zuccheri o meno, poco importa, spalmata sulle fette biscottate, pane o biscotti, ci dà la carica giusta per iniziare la giornata.

Una volta aperta però, indipendentemente da quanto zucchero contenga, va conservata in frigo, come è ben noto e come riportano tutti i vasetti che forniscono indicazioni su entro quanto andrebbe consumata per non incorrere in rischi. Come mai?

Beh la confettura è un prodotto delicato che, specialmente se fatto in casa, non ha conservanti di chissà che tipo, al di là dell’acido citrico e dello zucchero che hanno in sé una azione conservante, ma comunque non tale da evitare la formazione della muffa dopo un lungo periodo. Motivo per cui si raccomanda di consumare il vasetto aperto entro massimo tre settimane dall’apertura.

Le confetture sono generalmente costituite da tre ingredienti, se si mette da parte chiaramente la frutta che è alla base di qualunque marmellata. Questi sono:

  • acidi, il più comune è l’acido citrico nel succo del limone;
  • pectina un polisaccaride che si estrae dalla frutta, particolarmente ricchi ne sono gli agrumi, le mele cotogne e l’uva spina;
  • zucchero.

Soffermiamoci su quest’ultimo. Lo zucchero, oltre ad addensare la confettura durante la preparazione trasformando la pectina in una sorta di gel, crea un ambiente sicuro. Ma come agisce? Lo zucchero estrae l’acqua dal frutto che si sceglie di adoperare e forma dei legami chimici che per l’appunto “legano” le molecole d’acqua alle molecole di zucchero. Essendo la quantità d’acqua notevolmente inferiore, la proliferazione microbica è così impedita per qualche settimana. Questo consente alla confettura di mantenersi più a lungo di quelle senza zucchero.

Per fare una buona marmellata, lo zucchero non è indispensabile, ma se la si vuole assaporare per più tempo allora è bene pensare di introdurlo tra le dosi. Attenzione ad usarlo però nelle giuste proporzioni quando si è ai fornelli. Il rapporto zucchero – frutta dovrebbe essere almeno di 700g ogni kilogrammo di frutta molto zuccherina, mentre 1kg per ogni kg più acida come per gli agrumi.

Per chi invece preferisce confetture senza zucchero, basterà semplicemente seguire la ricetta che non ne prevede e consumare la preparazione entro 4/5 giorni.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Ti consigliamo inoltre:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook