Facciamo la zuppa, non la guerra: lo chef ucraino ci chiede di preparare tutti il tipico boršč, ecco la ricetta

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Anche un piatto tipico può essere un segnale di pace e di distensione: da qui parte l'appello di uno dei più importanti cuochi ucraini, Ievgen Klopotenko

Da sempre l’atto di sedersi a tavola e di condividere del cibo è un segno di distensione. Perché non trasformare questo gesto in un invito a fare la pace in questi giorni di conflitto tanto aspro? È l’appello che lancia Ievgen Klopotenko, 35 anni, uno degli chef ucraini più rinomati del suo Paese, vincitore dell’edizione locale del programma di cucina Masterchef e inserito nella lista 50 Next dedicata ai talenti del futuro in cucina.

Il suo ristorante stellato, nel cuore sanguinante di Kiev, si è trasformato in un rifugio per i civili dalla furia dei bombardamenti. La sua cucina offre pasti caldi ai soldati e ai volontari che stanno resistendo con coraggio all’avanzata russa nella città, malgrado i rifornimenti di cibo inizino a scarseggiare. Ma Klopotenko chiede aiuto agli chef internazionali, a tutti noi per salvare l’Ucraina: cucinare piatti tipici del suo Paese, come il boršč o la cheescake cotta di Leopoli, è un modo per essere vicini all’Ucraina che soffre, per immergersi nella sua cultura e nelle sue tradizioni.

Agli amici stranieri, cucinate piatti ucraini – scrive lo chef in un accorato post su Instagram. – Credo che cucinare il cibo possa sprigionare una buona energia e una forte connessione interiore. […] Sapete tutto sulla guerra nella nostra terra, ma provate ad andare oltre e a conoscerci meglio. Qual è la nostra forza? Perché combattiamo così tanto per il nostro Paese? Perché amiamo così tanto l’Ucraina? Quali simboli storici e culturali ci sono dietro ogni ucraino? Iniziate con i sapori dei nostri piatti tipici. Poi, se volete saperne di più, continuate con la nostra musica, le informazioni sui nostri scrittori, i miti nazionali e così via.  Ma per cominciare: cucinate, assaggiate, percepite e condividete.

A sostegno della campagna, lo chef ha lanciato anche un hashtag: #MakeBorschtNotWar. Chiunque nel mondo preparerà questa zuppa potrà condividerne una foto sui propri canali social e aiutare così a diffondere la cultura ucraina.

Il boršč: la zuppa tipica ucraina a base di rape rosse

Il boršč è una delle pietre miliari della cucina tradizionale ucraina: si tratta di una zuppa preparata con gli ortaggi dell’inverno – barbabietole rosse, cavoli, cipolle, patate, carote – e occasionalmente arricchita con carne (di manzo, agnello o maiale, ma anche pollo o tacchino): come sempre accade per le ricette antiche, non esiste un’unica ricetta, ma ogni famiglia custodisce gelosamente i propri segreti. Malgrado l’origine che si perde nel passato, non si tratta di un piatto umile o povero: il boršč viene ancora oggi servito in occasioni speciali, come matrimoni e feste.

L’ingrediente principe per questa ricetta è la rapa rossa, che dona alla zuppa un colore intensissimo e una consistenza cremosa: per velocizzare i tempi di cottura, possiamo usare le barbabietole precotte (si trovano facilmente anche nei nostri supermercati) oppure tagliare le barbabietole crude in piccoli pezzi e farle bollire prima di aggiungerle al resto degli ingredienti.

Molto importanti per questa ricetta sono anche le spezie: alloro, aglio, aneto, pimento e grani di pepe nero, oltre a sale e zucchero (per controbilanciare il gusto); per un sapore più piccante, si può aggiungere anche qualche cucchiaio di adjika, una salsa piccante di origini georgiane. Di seguito trovate la ricetta dello chef Klopotenko, che noi proponiamo in versione vegana:

INGREDIENTI

  • 250 g di cavolo cappuccio bianco
  • 3 patate
  • 1 carota
  • 1 barbabietola
  • 1 cipolla
  • zucchero
  • ½ peperone dolce
  • 200 g di pomodori pelati in scatola
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 3 grani di pepe nero
  • 2 chiodi di garofano pimento
  • 2 foglie di alloro
  • 3 spicchi d’aglio
  • 4 cucchiai di olio
  • Sale

PROCEDIMENTO

  • Iniziate con il preparare tutte le verdure: mondate e tagliate a cubetti le patate e la cipolla; tagliate a julienne la carota e la barbabietola; eliminate il torsolo e i semi del peperone e poi tagliatelo a julienne.
  • Versate l’olio in un tegame, aggiungete il pepe, la cipolla, la carota e la barbabietola. Salate e cuocete per 15 minuti. Quindi aggiungete i pomodori pelati tagliati a pezzetti, aggiungendo circa ½ cucchiaino di zucchero per bilanciare il sapore acido dei pomodori.
  • Tritate grossolanamente il cavolo cappuccio e aggiungetelo nella pentola insieme alle patate.
  • Ora aggiungete circa due litri di acqua o brodo vegetale e lasciate cuocere la zuppa per una quarantina di minuti. Quando le verdure saranno quasi cotte, tritate finemente gli spicchi d’aglio e aggiungeteli nella pentola.
  • Servite con aneto fresco.

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Fonti: ANSA / Instagram / Klopotenko

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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