Un po’ di “sano” stress favorirebbe lo sviluppo della nostra memoria. Lo studio

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Lo stress cronico fa male, ma a "piccole dosi" potrebbe avere vantaggi insperati per il nostro cervello e, in particolare, per la memoria

Tutti siamo stati studenti (qualcuno di noi lo è ancora) e tutti abbiamo provato, almeno una volta nella vita, la pressione psicologica derivante da un esame, un compito in classe, un’interrogazione difficile, un progetto di gruppo da portare a termine.

Questa forma di stress potrebbe rivelarsi utile per migliorare le funzionalità della memoria a breve termine (la cosiddetta “memoria di lavoro”), quella memoria che utilizziamo per completare semplici attività quotidiane come ricordare il numero di telefono, le indicazioni stradali, l’orario di un appuntamento e così via.

A confermarlo un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università della Georgia, che tuttavia avvertono: gli effetti positivi dello stress si possono avvertire solo se questo si presenta a un livello basso o moderato. Una volta che i livelli di stress superano i livelli moderati e diventano costanti, lo stress diventa tossico e deleterio.

Numerosi studi si sono interessati agli effetti negativi dello stress sulla nostra salute e, in particolare, sul funzionamento del nostro cervello. Alti livelli di stress che perdurano nel tempo provocano aumenti della materia bianca all’interno del cervello, a discapito di quella grigia. Inoltre, lo stress cronico ci rende più esposti a molte malattie – anche gravi, come ipertensione e malattie cardiache.

Al contrario, gli effetti di uno stress occasionale e più limitato nel tempo non sono stati finora studiati in modo esaustivo. Con questa nuova ricerca, gli autori hanno dimostrato che un po’ di stress potrebbe addirittura essere vantaggioso e portare dei benefici importanti.

Lo stress moderato aiuterebbe le persone a sviluppare la resilienza e ridurrebbe il rischio di insorgenza di disturbi mentali, come depressione e comportamenti antisociali. Lo studio ha anche dimostrato che periodi limitati di stress possono aiutare le persone a imparare come affrontare future situazioni stressanti.

Lo studio

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il cervello di oltre 1.000 persone di età ed etnie diverse, utilizzando la risonanza magnetica. Inoltre, hanno condotto interviste a queste persone, ponendo domande relative al loro stile di vita e alle situazioni stressanti che li hanno visti protagonisti.

È emerso che le persone che sostenevano di essere stressate in misura limitata erano anche quelle che avevano una maggiore attività nelle parti del cervello che coinvolgono la memoria di lavoro. Al contrario, le persone che soffrivano di alti livelli di stress cronico hanno mostrato un calo dell’attività proprio in quelle aree.

I ricercatori hanno anche esaminato il modo in cui i partecipanti allo studio utilizzassero i social network utilizzando diversi parametri – tra cui il livello di soddisfazione della propria vita rispetto a quella mostrata da amici e colleghi sui social e la disponibilità di supporto ricevuto via social da amici e conoscenti.

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Fonti: Neuropsychologia / University of Georgia

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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