La solitudine degli abbracci nel nostro tempo

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Ai tempi della pandemia di Covid-19 gli abbracci sono un miraggio e fare amicizie è diventato sempre più difficile.

Ai tempi della pandemia di Covid-19 gli abbracci sono un miraggio e fare amicizie diventa sempre più difficile 

Quando ci abbracciamo o riceviamo un abbraccio, combattiamo lo stress, riduciamo l’ansia e aumentiamo il livello di ossitocina, che migliora il nostro umore e riduce il rischio di depressione. Inoltre, un abbraccio migliora il sistema immunitario, la frequenza cardiaca e favorisce l’ossigenazione dei tessuti, prevenendo l’invecchiamento precoce.

La pandemia ha aggravato ancora di più un problema di salute pubblica che veniva già annunciato da diversi anni. Secondo un nuovo studio condotto dal think tank britannico Demos, il 25% degli adulti non viene abbracciato da più di un anno, il 37% invece non ne ha ricevuto uno per almeno sei mesi e circa il 32% degli adulti ritiene che ora ci siano meno opportunità di stabilire nuove relazioni.

Il sondaggio realizzato a maggio su 1.000 adulti del Regno Unito, ha rivelato anche altri numeri davvero preoccupanti: il 64% degli intervistati ha dichiarato di non aver fatto nuove amicizie da sei mesi e il 44% di non averne fatte da più di un anno. Il 13% dei partecipanti inoltre ha affermato che non gli viene chiesto come fosse andata la giornata e che non parla con i vicini da sei mesi o più.

Sebbene il 23% degli intervistati abbia affermato di ritenere che oggi ci siano più opportunità di fare amicizia per via delle aperture alle restrizioni dovute al Covid-19, purtroppo per Polly Mackenzie – direttrice esecutiva di Demos e autrice dello studio – per molte persone il problema della solitudine non scomparirà quando le restrizioni cominceranno ad allentarsi e che la lotta contro la solitudine deve rimanere una priorità per tutti.

Resilienza comunitaria

Demos avverte che c’è un “enorme rischio” che la resilienza comunitaria e l’unione nata e vista principalmente durante il primo lockdown, in cui le relazioni si sono rafforzate in un momento di crisi su una scala che non si vedeva da generazioni, vada persa.

La nostra nuova ricerca mostra in modo preoccupante come i guadagni che abbiamo fatto nelle relazioni con la comunità all’inizio della pandemia rischiano di perdersi. Se vogliamo emergere più forti dalla pandemia, dobbiamo reinventare i nostri servizi pubblici per il XXI secolo come un modo per rafforzare le nostre comunità, relazioni e capitale sociale”, ha spiegato Mackenzie.

7 consigli per combattere la solitudine

Gli psicologi della Harvard Medical School hanno condiviso sette consigli da applicare nella quotidianità per aiutarci a superare le privazioni emotive cresciute durante la pandemia:

  • Prova a connetterti con la famiglia o gli amici nel modo migliore per te.
  • Concentrati su ciò che puoi cambiare. Trascorrere molto tempo a rimuginare sulla situazione attuale può aumentare e prolungare la solitudine. Meglio prestare attenzione a qualcosa che puoi controllare e percorrere quella strada.
  • Allontana la negatività. Circondati di persone che producono soddisfazione o dedicano del tempo a qualcosa che produce felicità. E sorridi, perché con questo semplice gesto ti sentirai subito meglio.
  • Divertiti quando sei impegnato. Fare i compiti, scrivere per un po’, trovare un nuovo hobby o semplicemente lasciarsi trasportare da una nuova attività sono buone opzioni.
  • Sii gentile, comprensivo e paziente. Se trattiamo sia noi stessi che gli altri con compassione, avremo interazioni piacevoli che possono aiutare le persone intorno a noi e aiutare ad approfondire le relazioni.
  • Segui una routine che fornisce equilibrio. Pianifica un programma giornaliero che includa attività fisiche, tempo per socializzare con le persone che ami di più, un progetto o un hobby e tempo per rilassarsi.
  • Sii grato. La solitudine può portare le persone a concentrarsi su sé stesse e sulle proprie difficoltà. Cerca di esprimere ciò che apprezzi dei tuoi amici, della tua famiglia o anche degli estranei quando si presenta l’occasione.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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