Pareidolia: gli scienziati svelano perché il nostro cervello vede volti umani dappertutto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il nostro bisogno di individuare volti umani genera questo interessante effetto sulla nostra evoluzione, chiamato pareidolia

Non conservare così l'avocado: è pericoloso

Il nostro bisogno di individuare volti umani (e di comprenderne le emozioni e le intenzioni) genera questo interessante effetto sulla nostra evoluzione, chiamato pareidolia,

È talmente un luogo comune che a stento ci riflettiamo, ma il cervello umano sembra programmato per vedere volti anche dove non ce ne sono – per esempio su oggetti come aspirapolveri, bottigliette di plastica, giocattoli, o addirittura sulla luna. Ma perché esiste questo meccanismo innato?

Finora la scienza non era stata in grado di dare una spiegazione al perché il cervello umano elabori segnali visivi e li interpreti in forme che rassomigliano quelle del volto, ma un recente studio condotto dai neuro-scienziati dell’Università di Sidney provano a spiegare perché il nostro cervello identifica e analizza volti umani reali allo stesso modo di quelli immaginati.

Da un punto di vista evolutivo, sembra che il beneficio di non perdersi un volto superi gli errori derivanti dall’interpretare erroneamente gli oggetti come dei volti che in realtà non esistono – spiega il professor Davin Alais, autore dello studio. – Identificare velocemente i volti umani rappresenta un beneficio, ma il sistema che abbiamo nella testa applica un semplice schema a qualsiasi cosa che sembri avere due occhi sopra un naso e una bocca. Molte cose possono soddisfare questo schema mentale e quindi ingannare il nostro cervello. Del resto, il processo di riconoscimento del volto umano dura meno di un secondo.

(Leggi anche: L’illusione ottica di TikTok che induce il cervello a vedere il colore dove non c’è)

Insomma, anche se sappiamo che non si tratta di facce vere, la percezione che abbiamo del volto resta. Ma c’è di più: finiamo per avere un’esperienza visiva parallela, perché riconosciamo sia l’oggetto che la faccia, e la prima impressione che abbiamo avuto (ovvero quella del volto) non sparisce del tutto quando appuriamo che si tratta di un oggetto inanimato.

Questo errore della mente si chiama pareidolia (ovvero, ricondurre forme e figure a volti umani): il cervello ha sviluppato nel tempo un meccanismo neurale che identifica rapidamente i volti e sfrutta la struttura facciale (che è sempre la stessa) per una rapida scansione della realtà.

Ma c’è di più: non solo infatti il nostro cervello si lascia ingannare dalla realtà, immaginando volti dove non ci sono, ma attribuisce a questi anche caratteristiche psicologiche e stati d’animo. Insieme al riconoscimento del volto, infatti, scatta anche una rapida identificazione della sua espressione, che ci permette di comprenderne le intenzioni (si tratta di un amico o di un nemico?).

pareidolia

Credits: The Royal Society

Fonte: The Royal Society

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook