Respirare aria inquinata danneggia il nostro cervello e indebolisce la memoria, secondo uno studio italiano

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Uno studio tutto italiano mette in relazione l’esposizione ad agenti inquinanti e i possibili danni al cervello e in particolare alla memoria

La ricetta del porridge senza cottura

Uno studio tutto italiano mette in relazione l’esposizione ad agenti inquinanti e i possibili danni al cervello – in particolare per la memoria e l’insorgenza di malattie degenerative come la demenza

Un team di ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha indagato il legame fra l’inquinamento dell’aria e il decadimento cerebrale. Sono già numerosi gli studi che hanno indagato gli effetti negativi di smog e aria inquinata sulla nostra salute, ma questo è il primo studio riguardante specificamente gli effetti dell’inquinamento atmosferico sull’ippocampo (struttura cerebrale di grande importanza per le sue importantissime funzioni cognitive e di memoria).

Gli autori dello studio si sono basati sia sugli studi neuro-epidemiologici sino ad oggi pubblicati su questa tematica sia su avanzate tecniche statistiche di meta-regressione. È emerso che le polveri sottili, e in particolare il cosiddetto particolato fine (PM2,5), sono associati ad una significativa riduzione del volume dell’ippocampo, con conseguente decadenza delle capacità mnemoniche e con un aumentato rischio di insorgere in patologie neurodegenerative come la demenza. Assente invece è apparsa una relazione tra danni all’ippocampo e biossido di azoto, un altro noto inquinante delle sorgenti di combustione, incluso il traffico autoveicolare.

(Leggi anche: L’aria inquinata ci sta uccidendo più del fumo e delle guerre: lo studio shock)

I ricercatori, inoltre, hanno messo a confronto gli effetti dell’inquinamento dell’aria e del normale invecchiamento sulla riduzione di volume dell’ippocampo: un incremento dei livelli di inquinamento ambientale di 10 µg/m3 di PM2,5 provocherebbe un effetto simile a quello esercitato da un anno di ‘età anagrafica’ – in pratica, l’esposizione all’aria inquinata fa invecchiare in modo precoce non solo il nostro fisico, ma anche il nostro cervello, e accorcia quindi l’aspettativa di vita.

Questa ricerca – commenta il Professor Michele Zoli, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia – tocca un argomento di grande attualità ed interesse sanitario e sociale nel senso più ampio, ovvero il possibile impatto di alcune forme di inquinamento sul decadimento cognitivo. L’evidenza di queste associazioni epidemiologiche è fondamentale per indirizzare la ricerca verso specifici fattori di rischio e meccanismi neurobiologici, e darà quindi importanti frutti in diversi ambiti biomedici.  

Seguici su Telegram | Instagram Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Enviromental Research

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook