Imparare la lingua dei segni fa bene al tuo cervello e non solo: ecco perché tutti dovrebbero farlo

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Imparare la lingua dei segni apporta tantissimi benefici, allargando i nostri orizzonti, migliorando le nostre interazioni sociali ed aprendoci ad una maggiore inclusività. Vediamo insieme perché dovremmo impararla tutti e che benefici apporta

Le lingue dei segni sono lingue che trasmettono i propri significati attraverso un sistema codificato di segni e gesti delle mani, espressioni facciali e movimenti del corpo. Sono utilizzate dalle comunità dei segnanti a cui appartengono principalmente persone sorde, ed è una forma di comunicazione che contiene sia aspetti verbali che aspetti non verbali come per tutte le lingue parlate o dei segni. (Leggi anche: L’Italia riconosce la Lingua Italiana dei Segni, finalmente la notizia ufficiale!)

La Lingua dei segni esiste da sempre, è un patrimonio prezioso da tutelare anche se è rimasto nascosto per molto tempo. Una spiegazione semplice, chiara ed efficace sull’importanza di imparare la lingua dei segni arriva dal canale YoutubeMedicina 5MHZ”, creato di recente dall’anestesista Alessandra Spedicato che spiega in un video come impararla apporti tanti miglioramenti non solo nella comunicazione, nella socialità e in termini di inclusione, ma anche a livello mentale.

Perché imparare la lingua dei segni?

Le lingue dei segni sono nate assieme all’uomo, ben prima rispetto alle lingue parlate, poiché, afferma la dottoressa Spedicato “i progenitori dell’homo sapiens, prima di raggiungere un pieno sviluppo dell’apparato dedicato alla fonazione hanno comunicato tra loro con un linguaggio visivo gestuale”, che in seguito è stato sostituito da un linguaggio uditivo e vocale. Dunque la prima lingua utilizzata dall’uomo per comunicare è stata proprio la lingua dei segni. Inoltre è bene ricordare che non esiste un’unica lingua dei segni nel mondo ma diverse, queste infatti rispecchiano la stessa varietà linguistica dei vari paesi e le declinazioni dialettali presenti nei diversi territori.

Quando comunichiamo un’area del cervello, definita area di Broca, situata nell’emisfero temporale sinistro, si sta attiva. Mentre guardiamo un video o un film utilizziamo una zona dell’emisfero sinistro, detta area di Wernicke, per aiutarci nella comprensione. Contemporaneamente, c’è un’area situata nell’emisfero destro, che svolge un ruolo nel riconoscimento facciale e su tutte le funzioni visive spaziali. Ricerche scientifiche hanno portato ad alcune scoperte molto interessanti, sia dal punto di vista medico che sociale, data l’importanza e il valore delle lingue dei segni.

La prima evidenza scientifica è che “una lesione dell’area di Broca determina una difficoltà di espressione nel parlare, detta afasia, sia che io usi un linguaggio uditivo vocale che un linguaggio visivo gestuale” afferma l’anestesista. Allo stesso modo, “un danno all’area di Wernicke determina problemi di comprensione di ciò che l’altro mi sta dicendo, sia che io sia parlante che segnante”, quindi comprendere questo linguaggio potrebbe effettivamente allargare i nostri orizzonti comunicativi, migliorando le nostre interazioni e ragionando in termini di inclusività sempre maggiore. Quindi i vantaggi del bilinguismo sono molteplici dal miglioramento delle capacità di concentrazione a quelle legate alla memoria visiva, sia per le persone sorde che per le persone perfettamente udenti. Comprendere questa lingua apporterebbe quindi miglioramenti sia per noi stessi che per la società.

Ecco il video che vi consigliamo di guardare con attenzione:

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Laureata in comunicazione e attualmente studentessa di giornalismo, sogna di potersi avvicinare sempre di più a questo mondo e scoprirne ogni suo aspetto

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