Gaslighting, cos’è questa forma di manipolazione psicologica (e perché è la parola più cercata del 2022)

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Gaslighting, una subdola manipolazione psicologica (soprattutto tra partner) che quasi fa alterare la realtà e fa autoconvincersi di essere impazziti. Il bello è che “gaslighting” è stata la parola più cercata nel 2022. Facciamoci due domande e cerchiamo qualche risposta

In una vecchia pellicola degli anni ’40 diretta da George Cukor la protagonista, una splendida Ingrid Bergman, interpreta (vincendo un Oscar) una donna completamente manipolata dal marito fino al punto di dubitare di sé stessa. Era Gaslight, la versione cinematografica di un’opera intitolata Gas Light di Patrick Hamilton (1938), incentrata proprio sul rapporto malato tra un uomo e una donna: un uomo che cerca di far impazzire la propria compagna alterando piccoli particolari della loro realtà domestica, tra cui anche l’intensità delle lampade alimentate a gas (da qui gas lighting, appunto).

È da allora, insomma, che questo termine – gaslighting – indica qualcosa di terribilmente reale: una devastante manipolazione psicologica con cui, tramite stratagemmi e insinuazioni, in una coppia, generalmente, lui fa credere a lei di aver perso la sanità mentale.

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Il dizionario Merriam-Webster ha scelto gaslighting come “Word of the Year”.

Ma cos’è il gaslighting e perché è la parola più cercata del 2022?

Cos’è il gaslighting 

Manipolazione psicologica che durante un lasso di tempo prolungato induce la vittima a mettere in dubbio la validità dei propri pensieri, la propria percezione della realtà o dei ricordi, e porta a confusione, perdita di sicurezza e autostima, incertezza delle proprie emozioni e salute mentale.

Questa è la definizione del dizionario Merriam-Webster di gaslighting, parola selezionata come Parola dell’Anno 2022 in virtù del vertiginoso aumento delle sue ricerche.

“L’atto o la pratica di sviare, ingannare qualcuno per il proprio tornaconto” è l’altra definizione del dizionario americano, che in questo caso la inserisce in un contesto molto contemporaneo, in cui la manipolazione arriva attraverso le fake news e i deep fake. La diffusione di teorie cospirazioniste ha incrementato l’uso della parola gaslighting, rileva Merriam-Webster, “per descrivere menzogne che fanno parte di un grande piano”.

Come si manifesta il gaslighting 

Con una subdola manipolazione che porta la vittima a dubitare delle proprie capacità cognitive e della sua salute mentale. Si va verso, così, a un lento processo che porta inevitabilmente a un crollo psichico, mettendo in discussione la memoria e i ricordi e facendo cadere la vittima in un giro di insicurezza e di angoscia.

Tutto ciò avviene, per mano del carnefice, attraverso la negazione continua di fatti avvenuti (per esempio “io di sicuro non ho detto niente del genere”), accuse di pazzia (“secondo me dovresti andare da uno psicologo”), svalutazione delle rimostranze della vittima (“te la prendi per qualsiasi cosa”), insinuazione di dubbi e preoccupazioni (“c’è qualcosa che non va in te”, “hai bisogno di aiuto”).

Con il gaslighting, la persona carnefice fa costantemente in modo che i dubbi e la confusione della vittima aumentino invece che diminuire. Ecco allora alcuni segnali cui prestare attenzione e di cui magari, facendoti forza, dovresti parlare con qualcuno che ti possa aiutare:

  • non ti senti più indipendente psicologicamente
  • quando c’è un’incomprensione tra te e il tuo compagno, hai preso l’abitudine di scusarti per ogni cosa, anche se non hai fatto nulla di male
  • pian piano sta perdendo fiducia in te stessa e prima di parlare ti chiedi se questo possa offendere il tuo compagno
  • temi il giudizio del partner
  • fai in modo che tutti i tuoi movimenti siano adattati alle esigenze del partner
  • menti per paura di un suo giudizio
  • ti dai colpe per come ti senti, per come reagisci e per come sei
  • inizi a dubitare dell’affidabilità della tua memoria

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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