Questi alimenti che acquisti al supermercato aumentano il rischio di cancro al colon, secondo un nuovo studio

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Avere una dieta ricca di cibi ultra-elaborati può aumentare il rischio di cancro al colon, in particolare negli uomini. Sono questi i risultati di un recente studio condotto negli Usa

In questi giorni si è tornato a parlare spesso di cancro del colon (noto anche come cancro del colon-retto), una delle tipologie di tumore più diffuse, terzo per frequenza dopo quello alla mammella e al polmone. A riaccendere l’attenzione su questa malattia è stato quanto accaduto all’attore Ryan Reynolds, che ha scoperto di avere un polipo potenzialmente cancerogeno dopo essersi sottoposto a colonscopia.

Proprio in merito a questo tumore e alla correlazione che potrebbe avere con alcune tipologie di cibi è stato condotto uno studio negli Stati Uniti, pubblicato recentemente su BMJ.

Un team di ricerca internazionale ha esaminato 3 ricerche separate che hanno coinvolto oltre 200mila persone (46mila uomini e 160mila donne) negli Stati Uniti.

Ai partecipanti è stato somministrato ogni 4 anni un questionario sulle loro abitudini alimentari, che tra le altre cose chiedeva loro esplicitamente la quantità di alimenti ultra-lavorati che mangiavano e con quale regolarità.

Di che cibi stiamo parlando? Gli alimenti ultra-lavorati, spiegano gli autori, sono:

Formulazioni industriali pronte da mangiare o da riscaldare costituite da pochi o nessun cibo intero. (…) Questi alimenti sono generalmente ricchi di zuccheri aggiunti, oli/grassi e amido raffinato, che alterano in modo sfavorevole la composizione del microbiota intestinale e contribuendo ad aumentare il rischio di aumento di peso e obesità, un fattore di rischio consolidato per il cancro del colon-retto. Le diete ricche di alimenti ultra-lavorati sono anche generalmente povere di sostanze nutritive e composti bioattivi utili per la prevenzione del cancro del colon-retto, come fibre, calcio e vitamina D. Contengono additivi alimentari come emulsionanti e dolcificanti artificiali, alcuni dei quali sono stati collegati ad un potenziale aumento pro-infiammatorio del microbioma intestinale, promuovendo la cancerogenesi del colon. Inoltre, potenziali cancerogeni possono formarsi anche durante la lavorazione di carni contenenti nitrati di sodio (ad esempio nitrosammine) o trattamenti termici (ad esempio acrilammide) o possono migrare dal confezionamento di alimenti ultra-lavorati (ad esempio bisfenolo A).

Durante i 24-28 anni di follow-up, si sono registrati 3216 casi di cancro del colon-retto (di cui 1294 negli uomini e 1922 nelle donne).

Lo studio è riuscito a fare una correlazione importante: gli uomini che mangiavano cibi più elaborati avevano il 29% di probabilità in più di ammalarsi di cancro al colon, anche quando venivano considerate altre variabili.

Come si legge nello studio:

Queste associazioni sono rimaste significative dopo un ulteriore aggiustamento per l’indice di massa corporea o gli indicatori della qualità nutrizionale della dieta (cioè, il modello dietetico occidentale o il punteggio di qualità della dieta).

Ma per quanto riguarda le donne la situazione era diversa:

Non è stata osservata alcuna associazione tra il consumo complessivo di cibo ultra-elaborato e il rischio di cancro del colon-retto tra le donne.

Gli autori specificano però che il consumo di alcuni sottogruppi di alimenti ultra-lavorati, sia negli uomini come nelle donne, era associato a un aumento del rischio di cancro del colon-retto.

Considerando i tipi di alimenti ultra-lavorati, un maggiore consumo di prodotti pronti a base di carne, pollame, frutti di mare e bevande zuccherate è stato positivamente associato al rischio di cancro del colon-retto tra gli uomini. Tra le donne, invece, il rischio di cancro del colon-retto era positivamente associato a un maggiore consumo di piatti misti pronti da mangiare o da scaldare. Al contrario, un maggiore consumo di yogurt e dessert a base di latticini era collegato a un ridotto rischio di cancro del colon-retto tra le donne.

L’effetto benefico dello yogurt ci ricorda uno studio del 2019, in cui si era evidenziato come mangiare questo alimento due o più volte a settimana potrebbe aiutare a prevenire formazioni pre-cancerose all’intestino.

Come spesso avviene, gli autori stessi specificano nelle conclusioni dello studio che sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere meglio le potenziali caratteristiche degli alimenti ultra-lavorati e in che modo possono contribuire alla comparsa di cancro del colon-retto.

Ma si mostrano anche convinti che:

I risultati supportano l’importanza per la salute pubblica di limitare alcuni tipi di alimenti ultra-lavorati per migliori risultati di salute nella popolazione.

Non è certo la prima volta che gli alimenti ultra-processati vengono presi in esame per valutare la possibile correlazione con diversi tipi di malattie.

Proprio pochi giorni fa vi abbiamo parlato di uno studio italiano che ha scoperto come i cibi ultra-processati (anche quelli meno insospettabili come gallette di riso e fette biscottate) possono essere pericolosi per la nostra salute.

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Fonte: BMJ

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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