Sardine, acciughe e naselli del Mediterraneo sono contaminati da plastificanti, un pericolo per l’ecosistema marino

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Pesci che consumiamo spesso come acciughe, sardine e naselli del nostro Mediterraneo contengono plastificanti secondo un nuovo studio

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L’inquinamento è una minaccia crescente per gli ecosistemi marini a livello globale e il nostro Mediterraneo, purtroppo, non è esente dal problema. Una nuova ricerca, che ha analizzato campioni di pesce appartenenti a tre specie altamente commerciali, ha scoperto che nella maggior parte dei casi questi risultano contaminati da plastificanti. 

Un recente studio, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Istituto di diagnostica ambientale e studio delle acque (IDAEACSIC), l’Istituto di scienza del mare (ICMCSIC) e l’Istituto spagnolo di Oceanografía (IEOCSIC), ha rilevato composti chimici plastificanti in alcuni pesci del Mar Mediterraneo.

Più nello specifico, la ricerca ha analizzato 55 campioni di pesce di 3 specie: sardina (Sardina pilchardus), acciuga europea (Engraulis encrasicolus) e nasello (Merluccius merluccius), pescati nell’area del Mediterraneo occidentale. 

plastificanti studio zone

@ Environmental Pollution

Purtroppo i risultati hanno mostrato che tutti i campioni, tranne due, erano contaminati da plastificanti in concentrazioni comprese tra 0,38 e 73,4 ng/g di peso umido (ww).

I plastificanti studiati erano in particolare gli esteri organofosfati (OPE), composti chimici molto utilizzati nell’industria (plastica, tessile, arredamento, ecc.) e presenti anche all’interno dei pesticidi. Il problema è che alcune di queste sostanze possono risultare tossiche per il sistema endocrino e riproduttivo così come per il sistema nervoso, ma anche aumentare il rischio di cancro.

Come si legge nello studio:

Le sardine hanno presentato il valore medio più alto con 20,5 ± 20,1 ng/g ww, seguite dalle acciughe con 14,1 ± 8,91 ng/g ww e nasello con 2,48 ± 1,76 ng/g ww. Le concentrazioni più basse di OPE sono state riscontrate nel nasello, che è un predatore parziale di acciughe e sardine. (…) Sono stati rilevati undici dei tredici composti OPE testati, il difenil cresil fosfato (DCP) è uno dei più frequentemente rilevati in tutte le specie.

plastificanti studio sardine

@ Environmental Pollution

I livelli riscontrati, però, non rappresentano un rischio per la salute umana e gli esperti rassicurano che il consumo di questi pesci, di per sé, non comporta pericoli. Allo stesso tempo, però, il problema della contaminazione non è da sottovalutare anche perché proprio questa potrebbe essere una delle cause del declino delle popolazioni di queste specie, insieme ai cambiamenti climatici e alla pesca intensiva.  

Inoltre, come ha dichiarato Ethel Eljarrat, l’autore principale della ricerca:

L’esposizione umana a questi inquinanti avviene attraverso percorsi diversi come il cibo (e non solo il pesce), la respirazione in spazi interni ed esterni o l’assunzione di polvere, tra gli altri.

Insomma, come sempre, il problema è che non si tratta solo di un singolo alimento, siamo esposti a sostanze potenzialmente pericolose da molti fonti. La situazione quindi va valutata nel complesso e questo non è molto rassicurante.

La contaminazione da plastificanti, inoltre, è qualcosa che non riguarda solo la nostra salute ma anche il benessere dell’ecosistema marino. Questi inquinanti, infatti, come già detto, potrebbero mettere seriamente a rischio specie di pesci (come quelli presi a campione nello studio) che svolgono ruoli chiave nell’ecosistema marino.  

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Environmental Pollution.

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Fonte: IDAEA / Environmental Pollution

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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