Olio di palma contaminato con Sudan IV cancerogeno in Ghana, rischia di arrivare anche in Italia?

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Il 30% dell'olio di palma venduto in Ghana è contaminato da Sudan IV, un colorante cancerogeno. Un problema che si era già presentato in passato ma che ora è più che mai grave considerando che, per la carenza di olio di girasole, rischiamo di trovare nuovamente olio di palma in tantissimi prodotti alimentari

Lite tra elefanti

Nell’ambito dei controlli periodici effettuati dalla Food and Drugs Authority (FDA) del Ghana sull’olio di palma, si è scoperto che circa il 30% di quello che si trova sul mercato di questo Paese è contaminato dal Sudan IV, un colorante pericoloso e cancerogeno.

Nell’ottobre 2021, l’Autorità ha campionato oli di palma provenienti dai principali mercati del paese, compresi i 10 più importanti della Grande Accra, per verificare la presenza del colorante Sudan IV. Le analisi di laboratorio hanno indicato che dei 306 campioni analizzati, ben 70 risultavano positivi al test per questo colorante.

Una buona percentuale di olio di palma, dunque, è in Ghana ancora oggi contaminato da questa sostanza che viene usata per dare un colore più vivo e rosso all’olio. La presenza di Sudan IV a livello nazionale, tra l’altro, ha registrato un aumento rispetto al 2018, quindi la situazione è stata considerata abbastanza preoccupante dalle autorità locali.

Come ricorda la FDA ghanese:

Il colorante Sudan IV è una sostanza chimica utilizzata nella produzione di tessuti, pelle, plastica, carta, capelli, oli minerali, cere e cosmetici e non deve essere ingerita. La tossicità e l’uso illegale di Sudan IV come additivo alimentare è fortemente vietato dalla Food and Drugs Authority e da altri organismi internazionali nel Codex Alimentarius FAO/OMS.

Si tratta di un contaminante molto pericoloso, anche per i bambini:

Nonostante l’enorme attività di sensibilizzazione pubblica sulle implicazioni per la salute dell’aggiunta di colorante Sudan IV negli alimenti, in particolare oli di palma, come iperattività nei bambini, allergie gravi, orticaria, emicrania e malattie come il cancro, i produttori e i commercianti del Ghana continuano a usarlo come potenziatore nell’olio di palma a causa della preferenza dei consumatori di un colore rosso vivo dei loro prodotti a base di olio di palma.

La FDA in seguito a questi risultati ha deciso di introdurre un sistema di tracciabilità per i prodotti agricoli nel Paese, con l’intento di migliorare i problemi di sicurezza alimentare per quanto riguarda i prodotti agricoli e di salvaguardare la salute e la sicurezza dei consumatori.

Il problema non riguarda solo il Ghana

Potreste pensare che il problema riguardi solo il Ghana, ma non è così. Considerate che l’olio di palma si utilizza in tutto il mondo e si “nasconde” dentro molti prodotti di uso comune.

In questo momento storico, poi, anche i produttori che avevano sostituito l’olio di palma con olio di girasole (oggi praticamente introvabile a causa del conflitto russo-ucraino) si troveranno probabilmente a fare marcia indietro. Leggi anche: Così l’olio di palma sta per rientrare nei nostri cibi (ma non era mai davvero andato via)

Rischiano quindi anche i consumatori dell’Ue di trovarsi nuovamente alla prese con il Sudan IV?

Considerate che l’olio di palma contaminato da questo colorante cancerogeno era già arrivato nel 2015 in Europa (e anche in Italia).  Leggi anche: Allerta alimentare: colorante Sudan IV in olio di palma proveniente dal Ghana All’epoca l’allerta era stata segnalata sul sito della RASFF – Food and Feed Safety Alerts e subito ripresa dal ministero della Salute.

Il Ghana, per la verità, non è tra i principali esportatori di olio di palma in Europa ma, vista la situazione attuale e una probabile futura maggiore richiesta di questo ingrediente, la situazione potrebbe cambiare.

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Fonte: FDA Ghana

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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