Olio di palma in carne, mangimi e fast food: tutti se ne sono dimenticati, ma non è affatto sparito

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Secondo le analisi, finora solo quattro aziende su 67 in Germania si sarebbero impegnate a convertirsi all’olio di palma certificato.

L’industria della carne, l’industria dei mangimi e le catene di fast food hanno ancora una stretta relazione con l’olio di palma. A dirlo è un nuovo studio di una ONG tedesca, secondo cui quasi nessuna azienda in Germania si sarebbe impegnata a passare quanto meno all’olio di palma sostenibile certificato. Per quanto più sostenibile possa mai essere.

Secondo le analisi, finora solo quattro aziende su 67 in Germania si sarebbero impegnate a convertirsi all’olio di palma certificato lungo le loro catene di approvvigionamento. Mentre altre aziende hanno solo annunciato che introdurranno misuper i loro fornitori nel prossimo futuro. Altre aziende hanno finora annunciato che introdurranno le specifiche per i loro fornitori nel prossimo futuro.

Questo è quanto emerge da ricerche condotte dalla Deutsche Umwelthilfe (DUH), un’organizzazione non governativa tedesca in un nuovo report.

Secondo la DUH, la situazione attuale è più che preoccupante: l’olio di palma è utilizzato nei mangimi degli allevamenti e 113mila su un totale di 150.200 tonnellate di olio di palma provengono da fonti sconosciute e rischiose.

Le piantagioni di olio di palma stanno ancora distruggendo preziosi ecosistemi, come le foreste pluviali tropicali in molti luoghi delle principali regioni in crescita dell’Indonesia e della Malesia. Ciò vuol dire mettere in ulteriore pericolo specie animali già in via di estinzione, come l’orango.

Il nostro sondaggio mostra che troppe aziende non stanno assumendo la propria responsabilità di mantenere i propri prodotti liberi dalla deforestazione. Esortiamo le aziende a prendere finalmente sul serio la protezione della foresta pluviale, dice Sascha Müller-Kraenner, amministratore delegato federale del DUH, che si rivolge anche ai politici: il Governo federale deve agire ora: il suo obiettivo per le aziende di passare completamente e volontariamente a un olio di palma al 100% privo di deforestazione e sostenibile entro la fine del 2020 non è stato raggiunto. Il principio di volontarietà ha quindi fallito. Il Governo federale deve ora garantire legalmente che nessun olio di palma non certificato possa essere importato.

Secondo le analisi DUH, i principali fornitori di carne tedeschi – tra cui Rothkötter, Tönnies e Sprehe Feinkost – non hanno ancora commentato il passaggio a olio di palma senza deforestazione. Il gruppo Rothkötter, specializzato nel pollame, gestisce molti dei propri impianti di alimentazione animale. Solo Westfleisch ha dato un segnale fiducioso e sta inizialmente cambiando l’approvvigionamento di semi di soia – ci sono ancora esitazioni con l’olio di palma a causa delle quantità inferiori.

Ma l’olio di palma certificato è veramente sostenibile?

No.

Alla già gravissima situazione legata alla deforestazione – le concessioni certificate e le aree dedicate alla coltivazione di palma da olio negli ultimi decenni hanno per esempio sostituito l’habitat dei mammiferi in via di estinzione e le foreste tropicali di Sumatra e Borneo – e la conseguente morte di numerosi animali, si va ad aggiungere la dinamica dello sfruttamento del lavoro minorile e non solo. 

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Fonte: Deutsche Umwelthilfe

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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