Non solo cocciniglia: c’è un altro colorante sintetico a base di petrolio che preoccupa gli esperti

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C'è un altro colorante rosso di cui si parla poco in Italia ma molto negli Stati Uniti, dopo che Consumer Reports ha deciso di unirsi ad una petizione alla FDA che chiede di vietarlo negli alimenti. In Usa è noto come Red Dye 3, in Europa invece con la siglia E127

In questi giorni si torna a parlare spesso di additivi alimentari, in particolare coloranti e guarda caso tutti rossi. C’è stato infatti lo studio che ha riscontrato la possibile pericolosità del rosso allura  (E129) e proprio ieri abbiamo ricordato che, da anni, nei prodotti alimentari e nelle bevande si trova il rosso cocciniglia che tanto fa discutere, dato che si ricava dagli omonimi insetti. Cos’è questa storia del colorante a base di insetti (che mangiamo senza saperlo e si trova ovunque)

Ma c’è un altro colorante che è finito al centro dell’attenzione negli Usa. Si tratta del Red Dye 3, presente anche in Europa come eritrosina (E127).

Consumer Reports si è recentemente unito ad una petizione presentata alla FDA che chiede che questo colorante, il cui uso negli Usa è consentito negli alimenti (ma non nei cosmetici), venga definitivamente bandito. Questo perché ci sono studi (condotti però su modello animale) che hanno scoperto che alte dosi di Red Dye 3 potrebbero causare il cancro (lo stesso motivo per cui negli Stati Uniti è vietato nei cosmetici).

La rivista dei consumatori statunitensi ricorda che questo colorante:

È usato in migliaia di prodotti alimentari, come caramelle e bevande, così come nelle medicine che bambini e adulti assumono, a volte quotidianamente.

La petizione che chiede la messa al bando del controverso colorante rosso, non solo negli alimenti ma anche negli integratori e nei farmaci, è partita in realtà dal Center for Science in the Public Interest (CSPI), un gruppo di controllo dell’alimentazione e della salute. Ad unirsi però sono stati anche Consumer Reports e altri 20 gruppi di difesa dei consumatori.

Cos’è il Red Dye 3 (E127 in Europa) e perché preoccupa

L’eritosina è un colorante sintetico a base di petrolio che conferisce a cibi e bevande un colore rosso ciliegia brillante. L’accusa lanciata da Consumer Reports alle autorità statunitensi è pesante:

Per decenni, la FDA è stata a conoscenza di numerosi studi che dimostrano che il colorante rosso 3 può causare il cancro negli animali. Quando i topi da laboratorio sono stati nutriti con alte dosi di colorante per lunghi periodi, hanno sviluppato tumori nella loro tiroide, secondo gli studi.

Nonostante questo, il colorante è stato vietato solo nei cosmetici, forse anche grazie all’intervento dell’International Association of Color Manufacturers, un gruppo industriale che sostiene che il colorante rosso è sicuro ai livelli a cui le persone sono normalmente esposte e che gli studi sull’uomo sono più rilevanti degli studi sui topi di laboratorio (quelli che hanno portato al divieto di utilizzo nei cosmetici).

Insomma, la messa al bando totale non è avvenuta, in quanto non vi erano prove sufficienti e alcune ricerche sostenevano che non fosse pericoloso in quanto “scarsamente assorbito”.

Ma, a detta di chi ora si batte per eliminare il colorante dal commercio, vi sono importanti studi che dimostrerebbero il contrario. Come scrive Consumer Reports:

Diversi studi hanno collegato alcuni coloranti alimentari artificiali, incluso il Red Dye 3, all’iperattività e ad altri effetti neurocomportamentali nei bambini. Studi in doppio cieco hanno controllato le diete dei bambini per diverse settimane alla volta: prima senza additivi coloranti artificiali, e poi con essi, a dosi diverse. Non tutti i bambini sono stati colpiti in modo evidente, ma quelli che sembravano essere più sensibili ai coloranti hanno mostrato più disattenzione, iperattività e irrequietezza anche con una piccola quantità, solo 1 milligrammo al giorno, rispetto a quando avevano diete prive di coloranti.

Dove si trova questo colorante

Nel database alimentare dell’Environmental Working Group, ci sono oltre 2900 prodotti alimentari che lo contengono. Qualche esempio:

  • caramelle
  • mais candito
  • bevande al sapore di fragola
  • ciliegie sciroppate
  • riso allo zafferano
  • anelli di cipolla

Altro problema è la sua presenza in alcune medicine ed integratori come:

  • sciroppi per la tosse
  • vitamine gommose

A rischio soprattutto i bambini piccoli

Come spesso avviene in questi casi, a detta degli esperti, a rischiare di più sono i bambini piccoli. Secondo quanto dichiarato da Tasha Stoiber, senior staff scientist presso l’Environmental Working Group:

I bambini piccoli sono quelli più colpiti, a causa del loro scarso peso corporeo e perché sono esposti a molti più di questi coloranti nel cibo.

Un cosa preoccupante, in quanto questo colorante si trova proprio in alimenti e medicine destinate ai più piccoli (almeno negli Usa).

Secondo le stesse stime della FDA, i bambini americani dai 2 ai 5 anni finiscono per consumare il doppio del colorante Red dye 3 rispetto alla popolazione generale in base al peso corporeo – scrive Consumer Reports.

E in Europa?

Come dicevamo, questo colorante è utilizzato anche nei prodotti europei. Si trova sotto la sigla E127 e, a differenza degli Usa, è consentito non solo in alcuni alimenti ma anche nei cosmetici.

L’ultima revisione dell’Efsa in merito a questa sostanza è decisamente troppo datata, visti i nuovi sviluppi. Nel 2011, l’Autorità europea non aveva rilevato particolari problemi di sicurezza in relazione ai livelli di esposizione a questa sostanza da parte dei consumatori.

Ma c’è da dire che in Europa l’E127 è autorizzato solo per l’uso in ciliegie da cocktail, candite e Bigarreaux.

Si trova però anche in alcuni cosmetici (con la sigla CI45430), nonostante vi siano ricerche che ne hanno evidenziato la possibile pericolosità per la tiroide.

In Europa, comunque, non sembrerebbe essere un grande problema, proprio perché l’uso alimentare è fortemente limitato e di conseguenza anche l’esposizione dei consumatori.

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Fonte: Consumer Reports

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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