Dal glifosato agli OGM, così le lobby agroalimentari (e non solo) manipolano l’informazione grazie all’IFIC

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I documenti ottenuti da US Right to Know e altre fonti fanno luce sul funzionamento interno dell’International Food Information Council (IFIC), un gruppo commerciale finanziato da grandi aziende alimentari e agrochimiche che ha solo un compito: raggirare i consumatori celando le notizie vere

L’aspartame? Chi l’ha detto faccia così male. E gli OMG? Meglio celarli. Da molte parti sembra certa una cosa l’industria alimentare finanzia “gruppi di facciata” per far avanzare le sue posizioni e i suoi profitti. Una nuova indagine si chiede se questo sia il caso anche dell’International Food Information Council (IFIC) e della Fondazione ad esso associata, esplorando tutte le comunicazioni in fatto di scienza nutrizionale.

I gruppi IFIC conducono programmi di ricerca e formazione, producono materiali di marketing e coordinano altri gruppi industriali per comunicare le spinte del settore sulla sicurezza alimentare e la nutrizione. La messaggistica include la promozione e la difesa dello zucchero, degli alimenti trasformati, dei dolcificanti artificiali, degli additivi alimentari, dei pesticidi e degli alimenti geneticamente modificati.

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Abbiamo cercato sistematicamente nell’Archivio dei documenti dell’industria alimentare dell’Università della California di San Francisco tutti i documenti relativi all’IFIC, che sono stati poi valutati tematicamente rispetto a un modello di influenza della scienza-comunicazione, scrivono nello studio.

Sulla base di quei documenti, lo studio fornisce prove che sono “più che sufficienti per negare il ritratto dell’IFIC secondo cui si tratta di un’organizzazione neutrale“, hanno scritto gli autori.

Sosteniamo che le comunicazioni dell’IFIC e della sua Fondazione dovrebbero essere viste come attività di marketing e pubbliche relazioni per l’industria alimentare.

Lo studio

L’analisi, pubblicata su Globalization and Health, mostra come gli attori dell’industria alimentare e chimica considerino l’Ific e la Fondazione Ific come “centrali per promuovere contenuti favorevoli all’industria a difesa di prodotti che devono affrontare una stampa potenzialmente negativa, come l’aspartame”.

Lo studio cita Alex Malaspina, ex dirigente della Coca-Cola e fondatore dell’Ilsi (l’International life sciences institute, la più grande lobby agroindustriale del mondo), dimostra il legame tra l’Ilsi e l’Ific:

L’Ific è una specie di entità sorella dell’Ilsi. Ilsi genera i fatti scientifici e l’Ific li comunica ai media e al pubblico.

big food

©usrtk

Il cancro e i pesticidi Monsanto

L’Ific, secondo il rapporto, collabora con le società per promuovere i prodotti agrochimici e disinnescare i rischi di cancro conosciuti, tanto che la Monsanto identificherebbe l’Ific come un “partner del settore” nel piano di pubbliche relazioni  per screditare il team di ricerca sul cancro dell’Oms, lo Iarc, per “proteggere la reputazione” di Roundup.

Dal 2015, secondo lo Iarc, il glifosato, l’ingrediente chiave di Roundup, è probabilmente cancerogeno per l’uomo. Ebbene, la Monsanto ha elencato l’Ific come “partner industriale” di livello 3 insieme ad altri due gruppi finanziati dall’industria alimentare, la Grocery Manufacturers Association e il Center for Food Integrity.

Finanziatori aziendali

L’Ific ha speso oltre 22 milioni di dollari tra il 2013 e il 2017, mentre la Ific Foundation ha speso oltre 5milioni di dollari sempre in quei cinque anni. Le società e i gruppi industriali che supportano l’Ific secondo le rivelazioni pubbliche, includono l’American Beverage Association, l’American Meat Science Association, Archer Daniels Midland Company, Bayer CropScience, Cargill, Coca-Cola, Dannon, DowDuPont, General Mills, Hershey, Kellogg, Mars, Nestlé, Perdue Farms e PepsiCo.

Bozze di documenti fiscali per la Fondazione Ific, ottenute tramite richieste di registri statali, elencano le società che hanno finanziato il gruppo nel 2011, 2013 o entrambi: Grocery Manufacturers Association, Coca-Cola, ConAgra, General Mills, Kellogg, Kraft Foods, Hershey, Mars, Nestlé, PepsiCo e Unilever. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha donato alla Fondazione Ific migliaia di dollari dei contribuenti nel 2013 per produrre una “guida del comunicatore” per promuovere gli alimenti geneticamente modificati.

Promuovere gli OGM nelle scuole

L’Ific ha coordinato 130 gruppi tramite l’Alliance to Feed the Futur per “migliorare la comprensione” degli alimenti geneticamente modificati. I membri includono l’American Council on Science and Health, il Calorie Control Council, il Center for Food Integrity e The Nature Conservancy.

L’Alliance to Feed the Futuro ha fornito programmi educativi gratuiti per insegnare agli studenti a promuovere alimenti geneticamente modificati, tra cui “La scienza dell’alimentazione del mondo”.

La comunicazione riservata alle donne

I gruppi sono stati identificati come parte di un “team di coinvolgimento degli stakeholder” che potrebbe avvisare le aziende alimentari della “strategia di inoculazione” della Monsanto per il rapporto sul cancro al glifosato. I blog successivamente pubblicati sul sito web dell’Ific illustrano i messaggi condiscendenti del gruppo del tipo “non preoccuparti, fidati di noi” rivolti alle donne.

Tra le voci lasciano senza parole: “8 modi pazzi in cui stanno cercando di spaventarti per frutta e verdura”, “Tagliare la disinformazione sul glifosato” e “Prima di impazzire, chiediamo agli esperti… i veri esperti”.

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Fonte: USRTK

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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