Lo sciroppo d’agave è davvero più salutare dello zucchero bianco?

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In molti credono che lo sciroppo d'agave sia un'alternativa meno dannosa e più salutare allo zucchero, ma è davvero così?

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Lo zucchero è molto gradevole al palato ma quasi tutti siamo a conoscenza del fatto che consumarne troppo può portare a gravi problemi per la nostra salute, per questo in molti sono alla ricerca di alternative naturali e più salutari, come la stevia, il succo d’acero o il miele.

Lo sciroppo d’agave è un’altra delle alternative che in molti scelgono, lo troviamo spesso negli smoothies o sui pancake, però è davvero un dolcificante più salutare dello zucchero? Oppure anche esso può comportare dei rischi per la salute? (Leggi anche: Lo sciroppo d’agave: è davvero un dolcificante naturale e salutare?)

Che cos’è lo sciroppo d’agave e quali sono i suoi possibili benefici?

Lo sciroppo d’agave, conosciuto anche come nettare d’agave, viene estratto da una pianta grassa tipica del Messico, l’agave tequilana o agave blu, da cui si ricava anche la tequila. Per creare lo sciroppo, viene estratta la linfa dalla pianta di agave, la quale viene riscaldata fino a quando la sua consistenza diventa più fluida e gli zuccheri più concentrati.

Il beneficio principale dello sciroppo d’agave è il suo indice glicemico (IG) molto basso. L’indice glicemico classifica i carboidrati su una scala che va da 0 a 100, in base a quanto velocemente e quanto aumentano i livelli di zucchero nel sangue dopo aver mangiato un determinato alimento. Gli alimenti ad alto indice glicemico, come il pane bianco, vengono digeriti rapidamente e provocano notevoli fluttuazioni della glicemia. Quelli a basso indice glicemico vengono digeriti più lentamente, provocando un aumento della glicemia molto più graduale. Il normale zucchero ha un IG di 65, mentre quello dello sciroppo d’agave è di 30, ciò significa che lo sciroppo influisce sui nostri livelli di glucosio nel sangue molto meno.

Il controllo dell’indice glicemico può interessare soprattutto alle persone affette da diabete, ma esso può essere un indicatore utile per tutti. Il glucosio che assumiamo dal cibo, infatti, viene trasformato in energia dall’insulina, tuttavia, negli alimenti ricchi di glucosio, il glucosio in eccesso viene immagazzinato nelle cellule adipose. Con il tempo questo processo può portare ad un aumento del nostro grasso corporeo e logorare la capacità del nostro corpo nella trasformazione di glucosio in energia.

Quali sono gli svantaggi dello sciroppo d’agave?

Lo sciroppo d’agave ha un indice glicemico basso, tuttavia, ha livelli di fruttosio molto alti. Il fruttosio è uno zucchero che si trova tipicamente nelle piante e, a differenza del glucosio, non viene facilmente metabolizzato dal nostro organismo. Infatti, deve passare prima nel fegato dove viene convertito in glucosio e poi trasformato in energia.

Un eccesso di fruttosio può comportare gravi danni per il fegato e può portare anche ad un accumulo di grasso corporeo. Quello dello sciroppo d’agave è poi un fruttosio concentrato, diverso da quello contenuto nella frutta, che può provocare a lungo andare diabete, malattie cardiache, aumento del colesterolo e affaticamento del fegato.

Inoltre il metodo industriale con cui oggi viene prodotto il succo d’agave richiede diversi processi chimici per fare in modo che l’estratto dalla pianta possa essere utilizzato come dolcificante e conservato a lungo. Processi che cambiano radicalmente gli zuccheri presenti in modo naturale nella pianta, trasformandoli e rendendoli “concentrati” , quindi tuttaltro che benefici o salutari.

Inoltre per realizzare lo sciroppo vengono utilizzate altissime temperature che distruggono inesorabilmente i sali minerali e le vitamine presenti nella pianta , ottenendo, di fatto, un prodotti privo di nutrienti.

La soluzione è quindi comportarsi con lo sciroppo d’agave come faresti con il normale zucchero bianco, limitandone al massimo il consumo. Ricordati che un indice glicemico basso non significa che l’alimento sia necessariamente più salutare. (Leggi anche: Hai una dipendenza dallo zucchero? 10 segnali per riconoscerla e come combatterla)

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Laureando di Organizzazione e marketing per la comunicazione d'impresa all'Università La Sapienza, appassionato del web e delle dinamiche del mondo digitale.

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