È stata un’insalata in busta a scatenare un’epidemia di Criptosporidiosi in Irlanda

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Un’epidemia di criptosporidiosi aveva colpito 40 persone in Irlanda lo scorso anno. Ora è stata collegata a un’insalata in busta.

Un’epidemia di criptosporidiosi aveva colpito 40 persone in Irlanda lo scorso anno. Ora è stata collegata a un’insalata in busta

Era il luglio del 2020, esattamente un anno fa, quando un cluster di criptosporidiosi era stato segnalato da un laboratorio di Dublino. Fu allora che gli ufficiali sanitari ambientali effettuarono 110 ispezioni su cibo e campioni di acqua sui luoghi dell’infezione.  

Quaranta pazienti furono collegati all’epidemia, di cui 14 richiesero farmaci clinici. Le date di insorgenza dei sintomi erano comprese tra la metà e la fine di luglio del 2020 e questi malati avevano un’età compresa tra 3 e 74 anni. Allora scattò il ritiro dal commercio di una serie di insalate in busta.

Ora un nuovo rapporto evidenzia come quella epidemia sia stata scatenata proprio da quel prodotto, insalata in busta. Già dall’indagine preliminare sull’epidemia, infatti, si sospettava una origine alimentare.

Cos’è la Criptosporidiosi 

Si tratta di un’infezione da protozoo Cryptosporidium Parvum, che si trasmette per contatto o uso di acqua contaminata, cibo contaminato, contatto diretto con uomini o animali già infetti. Nel caso irlandese si trattava evidentemente di insalata non lavata bene.
Questo piccolo protozoo provoca un’infezione che, sia nell’uomo che nell’animale, può attaccare l’apparato gastrointestinale, l’epitelio dei condotti biliari o l’apparato respiratorio.

I sintomi della criptosporidiosi sono:

  • diarrea
  • nausea
  • vomito
  • meno frequentemente
  • febbre

Particolarmente a rischio sono i bambini tra 1 e 5 anni d’età.

Cosa controllare quando acquisti insalata in busta

Al momento dell’acquisto al supermercato, non dimenticate di:

  • controllare che la confezione sia sigillata e integra
  • controllare la data di scadenza
  • tenere a mente di doverle consumare più o meno subito (non vanno insomma comprate per conservarle a lungo termine nel frigo) e alcune sono più facilmente deperibili di altre: per esempio valeriana e songino sono più delicate rispetto al radicchio rosso o alla lattuga ruby red (le foglie di colore rosso, tra l’altro, contengono più antiossidanti e antimicrobici naturali che ne favoriscono la conservazione)

Come conservare l’insalata in busta

  • non conservarla nel cassetto per la frutta e verdura, perché nei frigoriferi di casa qui si trovano temperature superiori ai 4°C
  • meglio mettere le buste nei ripiani centrali tra 2 e 4°C

QUI trovate tutto ciò che dovete sapere se comprate insalate in busta.

Fonte: Irish Scientific Journal / FSAI

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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