World Pasta Day, quante cose sai sulla pasta? Ti sfidiamo…

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Non fa ingrassare e questo è ormai assodato, riduce lo stress e, anche se solo condita con del pomodoro fresco, mette una contentezza che non ha pari. In occasione del World Pasta Day ripassiamo un po’ di curiosità sulla pasta che, e non tutti lo sanno, ha anche avuto i suoi haters storici…

Libera Terra

Spaghetti o maccheroni, penne o bucatini, fresca o secca: qualsiasi tipo di pasta scegliate, guai a non includerla nella vostra dieta. Oltre a metterci di buonumore, sua maestà la Pasta, ha tantissime qualità, in primis quello di allungarci la vita. Tutto merito dei carboidrati che, in barba alle miracolose diete low carb, come la famosa dieta chetogena, assumendoli giornalmente sarebbero garanzia di longevità. E non solo, della pasta si possono dire faville. Ma quanti tipi di pasta conosciamo?

Di tipi di pasta consumati in Italia ce ne sono tra i 300 e i 400 e si possono classificare in paste secche e fresche (e queste possono anche essere ripiene), corte, fini, lisce, rigate.

Che formato scegli?

Ce ne sono almeno una decina, tra paste lunghe e paste corte:

Paste lunghe?
  • a spessore largo, come le lasagne
  • a sezione tonda, gli spaghetti
  • a spessore ridotto, come i capellini o i tagliolini
  • a sezione rettangolare o a lente, come le trenette o le linguine
  • a sezione forata, i classici bucatini

O paste corte?

  • le tradizionali pastine
  • le medie, come le conchiglie o le orecchiette
  • le lunghe, come i rigatoni
  • le ripiene
  • mille altre forme insolite

Liscia o ruvida?

Anche in base alle caratteristiche della superficie, le paste si distinguono in:

  • lisce
  • ruvide e porose
  • rigate

 L’impasto, una questione di gusti e di esigenze

Secondo il Dpr n. 187/01, a seconda degli ingredienti e dei diversi parametri analitici, le paste si suddividono rispettivamente in:

  • pasta di semola di grano duro: l’impasto contiene semola di grano duro, acqua ed un più elevato quantitativo di cruscame. Tra i requisiti per rientrare in tale categoria, vi è un’umidità massima del prodotto finale pari al 12,50%

Leggi anche: Grano duro, continuano ad aumentare i prezzi e a pagare quello più alto sono i consumatori

  • pasta di semola integrale di grano duro, con un più elevato contenuto in fibre
  • pasta all’uovo. L’impasto è di semola, acqua e  uova e si caratterizza per un più elevato contenuto nutrizionale proteico
  • pasta fresca: l’impasto viene preparato anche con farina di grano tenero. Il prodotto finale si caratterizza per un’umidità variabile tra il 24-30% e deve essere conservato a temperatura non superiore ai +4 °C, con una tolleranza di 2 °C
  • pasta stabilizzata: il prodotto finale si distingue per un’umidità non inferiore al 20%
  • paste dietetiche: con una specifica combinazione di ingredienti, si suddividono in senza glutine, proteiche, integrali e a rapida cottura (contenenti maggiori quantitativi di acqua)
  • paste speciali: l’impasto ha ingredienti aggiuntivi e per legge sono denominate sulla base dell’ingrediente base impiegato (semola, semolato o semola integrale di grano duro)

Tutti i benefici della pasta

  • è una potentissima fonte di energia che fornisce la giusta carica all’organismo grazie all’apporto di carboidrati complessi
  • è ricca di vitamine del gruppo B, in particolare della B1, fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso
  • protegge il cuore
  • è un prezioso antitumorale perché, essendo povera di fibre e di sodio, previene l’insorgere di cellule tumorali
  • il consumo moderato di pasta e con poco condimento è un potente alleato della dieta dimagrante: una giusta porzione condita con del pomodoro o verdure, per esempio, non solo non fa ingrassare ma, lasciando sazi a lungo, aiuta a non consumare alimenti fuori pasto (ciò che fa ingrassare, insomma, sono le porzioni abbondanti e troppo condite)

Le curiosità

Non tutti sanno che nella storia c’è stato chi della pasta non diceva bene. Fu il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer che la definì “l’alimentazione dei rassegnati”, perché alcuni ritenevano che potesse causare malattie mentali.

Il poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti, invece, accusò la pasta di uccidere l’animo nobile e guerriero degli italiani. Nel Manifesto della Cucina Futurista si inneggiava alla abolizione della pasta assurda religione gastronomica italiana accusata di contrastare collo spirito vivace e coll’anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani […] Nel mangiarla essi sviluppano il tipico scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo”

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Fonte: Welovepasta

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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