Radicchio a 10 centesimi al chilo rischia di marcire nei campi (mentre al supermercato è venduto a prezzi altissimi)

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I prezzi al chilo per i coltivatori di radicchio sono diventati davvero insostenibili e c'è chi preferisce lasciare la verdura sul campo

Svendere il proprio radicchio a 10 centesimi al chilo o lasciarlo marcire nei campi? È questa l’assurda scelta che si trovano a fare alcuni coltivatori veneti.

Non c’è dubbio che vi sia qualcosa che non va. Come è possibile che il radicchio costi a chi l’ha coltivato solo 10 centesimi al chilo e si trovi poi al supermercato venduto a ben 2,99 euro al kg?

A denunciare quello che accade (in realtà anche a molti altri prodotti ortofrutticoli), è l’Azienda Agricola Rosarossa di Chioggia, località dove si produce un noto radicchio.

Un semplice post su Facebook ci sbatte in faccia tutta l’incongruenza di un sistema diventato davvero insostenibile per i coltivatori ma anche irrispettoso nei confronti dei consumatori finali.

Purtroppo i prezzi pagati agli agricoltori per le diverse varietà di radicchio che si coltivano in Italia sono sempre più bassi ma questo non ferma certo il costo finale di questo prodotto che per il consumatore è invece fin troppo alto.

L’annata del radicchio, tra l’altro, non è certo buona. Come ha dichiarato Giovanni Dovigo, referente di Confagricoltura Padova per la zona di Montagnana:

È una delle annate più nere che si siano mai viste. Oltre al calo di consumi dovuto alla crisi conseguente alla pandemia e alla difficoltà di reperire manodopera, tra vaccini e green pass, adesso gli agricoltori padovani si trovano a ricevere l’elemosina per un prodotto che è sempre stato il fiore all’occhiello non solo per la zona di Montagnana, che può vantare anche un’igp con il radicchio di Verona, ma per tutta la zona del Piovese a cavallo con il Veneziano. Il problema è che c’è tanto prodotto che proviene sia da altre zone italiane, come l’Emilia Romagna, sia dall’estero, vedi Polonia, che porta i commercianti ad abbassare i prezzi. Ma arrivare a 10 centesimi al chilo è davvero troppo.

Anche il presidente del settore ortofrutta di Confagricoltura Padova, denuncia prezzi davvero insostenibili per chi coltiva radicchio:

Per il radicchio di Chioggia pochi giorni fa mi hanno dato 8 centesimi al chilo. Non si può lavorare così. Il precoce di Treviso è pagato 20-22, il Verona 40 centesimi. Non ci stiamo dentro con i costi di produzione. Ho cinque operai fissi da pagare, più quelli aggiunti nei momenti di raccolta. Fino ad oggi mi sono salvato con un contratto, firmato con un grossista, a prezzo garantito. Ma se devo vendere a un supermercato non ho convenienza. Perdo meno se lascio il prodotto nei campi.

Il problema, come già segnalato, è anche che arrivano prodotti dall’estero (in particolare dalla Polonia) con costi decisamente minori e non sempre il consumatore è attento a capire l’origine di quello che acquista.

Un danno gravissimo per l’economia di questo settore, per non parlare degli sprechi alimentari che si rischiano se davvero gli agricoltori decideranno di lasciare sui campi la propria produzione di radicchio. 

Cerchiamo nel nostro piccolo di fare qualcosa per sostenere gli agricoltori: acquistiamo radicchio e altri prodotti ortofrutticoli da contadini di fiducia, evitando la grande distribuzione.

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Fonte: Azienda Agricola Rosa Rossa / Corriere ortofrutticolo

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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