Pét Nat: storia, caratteristiche e curiosità del vino ancestrale che continua a fermentare in bottiglia

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Scopri di più su come nascono i Pét Nat, che caratteristiche hanno e perché sono diversi dai normali vini tradizionali

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I Pét Nat costituiscono una interessante novità nella produzione vinicola in quanto sfidano la tradizione e le convenzioni, presentandosi come un vino secco frizzante, spesso opaco, ma non sempre, dal tappo a corona e dagli aromi particolari che variano da bottiglia a bottiglia.

Una invenzione tutta francese che gli esperti del settore definiscono anche come “imprevedibile” per via della fermentazione sulla quale non si ha alcun controllo, come spiegato più avanti, e che continua nella bottiglia generando il suo perlage ossia le tanto amate bollicine.

Etimologia del Pét Nat

Cosa significa questo curioso nome molto in voga nel mondo enologico? Pét Nat non è altro che l’abbreviazione dell’espressione francese pétillant naturel, un concetto traducibile in italiano come “naturalmente frizzante” e riferito ad un vino con questa e molte altre caratteristiche del tutto peculiari.

Il termine Pét Nat è di recente invenzione poiché inizia a farsi strada tra le cantine europee alla fine del Novecento. Questo vino si presenta infatti come una sfida moderna ed allettante per ciascun viticoltore in quando consente di sperimentare molto e di creare un prodotto intrigante, quasi sempre come vino naturale, che può rappresentare per molti appassionati una particolare alternativa al prosecco, ai cava o ai crémants grazie alle sue fresche bollicine.

Storia e metodo di produzione del Pét Nat

Sebbene il nome Pét Nat inizi a circolare alla fine del XX secolo, il metodo con cui questo vino viene prodotto ha una storia lunghissima in quanto è ritenuto l’antenato della moderna spumantizzazione. Si tratta del méthode ancestrale, il metodo di vinificazione ancestrale con cui si era soliti produrre in Francia il vino spumante. Uno degli esempi più noti è il Blanquette de Limoux originario dell’omonimo comune francese, la cui produzione era già attestata nel Cinquecento.

Questa metodologia può essere considerata una via di mezzo tra il Metodo classico o tradizionale (usato ad esempio per la produzione dello Champagne e solo in questo caso chiamato Metodo champenoise) ed il Metodo Charmat-Martinotti (per la produzione del Prosecco e simili).

Prevede infatti che le uve vengano pressate leggermente per estrarre i lieviti autoctoni presenti sulle bucce e fatte fermentare parzialmente in vasi vinari in acciaio inox tramite l’aggiunta di zuccheri e lieviti ad una temperatura controllata che viene poi abbassata e bloccata  per poter interrompere del tutto la vinificazione. La fermentazione dovrà infatti continuare in bottiglia, questa è la grande novità che questa tipologia di vino possiede.

Una volta che il vino parzialmente fermentato viene imbottigliato, l’anidride carbonica prodotta durante il processo di fermentazione viene intrappolata nella bottiglia, che sarà sigillata con un apposito tappo a corona. L’anidride carbonica si trasforma in bollicine più o meno fini durante il periodo di riposo che in genere ha una durata variabile, dando vita ad un vino frizzante o pétillant.

Affinché la fermentazione possa effettivamente riprendere dopo l’imbottigliamento è necessario che vi sia un quantitativo di zuccheri residui tale da poter far ripartire il processo. Questo è uno dei motivi per i quali esistono ancestrali lievemente frizzanti ed ancestrali con un perlage più intenso che ricorda molto uno spumante.

Caratteristiche del Pét Nat

Il Pét Nat è un vino versatile sia per l’aperitivo che per la tavola per via della sua piacevole effervescenza e della sua unicità.

E’ un vino perfetto per la primavera e nelle calde sere d’estate grazie anche alla gradazione alcolica tendenzialmente bassa, rispetto ad uno spumante o uno champagne, che lo rende una bevanda rinfrescante, chic e molto accessibile. Una Pét Nat biologico costa in media sui 10 euro.

Il Pét Nat è inoltre un vino che nella maggior parte delle volte si presenta opaco e questo è dovuto alla mancanza della sboccatura, un processo che, a seguito della rimozione del tappo a corona, elimina i sedimenti dei lieviti in superficie e quindi l’effetto torbido che il vino presenta.

I suoi aromi possono essere fini e fruttati ad esempio in Pét Nat che possiedono note di mela verde o mela cotogna oppure più decisi e marcati come nei Pét Nat più secchi e forti che possono avere invece un sapore più intenso ed inusuale.

Curiosità sul Pét Nat

A volte è possibile ottenere un Pét Nat senza che lo si voglia, in maniera del tutto causale. Ciò può avvenire per via del contenuto di zuccheri non stabilizzato presente nei vini imbottigliati che possono di conseguenza rifermentarsi spontaneamente, tramutandosi in vini più o meno frizzanti.

Per via della fermentazione in bottiglia e del tempo di riposo variabile, non è raro che il vino “esploda” al momento dell’apertura. Anche per questo sono imprevedibili.

I vini Pét Nat sono diventati un trend un po’ ovunque e questa nuova moda ha originato un mercato fino a pochi anni fa inesplorato e in continua crescita. Sono in particolare la Scandinavia, l’Inghilterra, il Giappone e gli Stati Uniti i paesi con il maggior consumo e la maggiore richiesta di Pét Nat.

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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