Dalle passate alle polpe di pomodoro, tutte le volte che hanno provato a frodarci e come

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Le frodi che riguardano la passata di pomodoro possono essere falsa origine della materia prima e data di scadenza alterata

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Purtroppo capita e, l’abbiamo visto anche recentemente con il caso Petti, che dei prodotti tipici della nostra tradizione culinaria, come la passata di pomodoro, siano protagonisti di frodi alimentari. Queste possono essere più o meno gravi e di diverso genere. Vediamo quelle che riguardano proprio i pomodori e i prodotti da essi derivati.

Amiamo i pomodori, le passate e le tante varietà di sugo ma, purtroppo, anche questi prodotti possono essere in qualche modo falsificati. Come consumatori, spesso non possiamo difenderci dalle vere e proprie frodi alimentari, saranno solo i controlli delle forze dell’ordine ad indagare su situazioni poco chiare stanando eventualmente i produttori scorretti che a quel punto verranno denunciati.

Il problema è tornato sotto gli occhi di tutti i consumatori dopo quanto accaduto all’azienda toscana Petti, che si è vista sequestrare tonnellate di pomodori etichettati come italiani quando in realtà provenivano dall’estero (extra-Ue).

Pomodoro falsamente etichettato come italiano

La prima frode in cui possiamo incorrere è dunque proprio quella di acquistare per italiano un prodotto che in realtà italiano non è. O meglio, magari è stato anche lavorato in Italia, ma la materia prima con cui è realizzato, i pomodori in caso di passate, polpe o sughi, è falsamente dichiarata come italiana. Purtroppo solo gli inquirenti possono smascherare le aziende che operano miscelando pomodoro extra Ue, truffando in questo modo i consumatori con una pratica non così rara, come dimostrano le varie inchieste. Ricordiamo che, con il Decreto del 17 Febbraio 2006, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha stabilito che nell’etichettatura della passata di pomodoro sia indicata l’origine del pomodoro utilizzato.

Vendita di prodotti scaduti e con data “allungata”

È capitato negli scorsi anni che venissero scoperte delle frodi alimentari che riguardavano prodotti a base di pomodori in cui era stata allungata la data di scadenza o contraffatta la data di scadenza. Questo tipo di frode espone a un bel rischio il consumatore che si trova alle prese con un prodotto vecchio e potenzialmente non sicuro.  In caso di frodi come questa, per “allungare la vita” ai prodotti, vengono apposti adesivi su cui sono indicate diverse date di produzione del medesimo lotto con una scadenza spostata in avanti.

Contaminazioni

I prodotti a base di pomodori in alcuni casi sono risultati contaminati da pericolosi batteri, altri microrganismi o pesticidi. In questo caso, però, spesso non si tratta di frodi, infatti i produttori, appena si accorgono di una eventuale contaminazione, richiedono il richiamo immediato dei propri prodotti, se sono già arrivati erroneamente sul mercato. 

Aggiunta di acqua

Un’altra possibile frode è quella di allungare le passate di pomodoro con acqua. Una pratica che fino al 2005 era concessa e che oggi è invece vietata. Per legge la passata deve essere infatti realizzata spremendo pomodoro fresco, sano e maturo.

Leggi tutti i nostri approfondimenti sulla passata di pomodoro.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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