Nel giorno in cui l’Europa decide sulla denominazione bistecca “vegan”, apre la prima macelleria senza carne in UK

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Nel Regno Unito tutto è pronto per il taglio del nastro della prima macelleria vegana che promette versioni vegetali di pancetta

Nel Regno Unito tutto è pronto per il taglio del nastro della prima macelleria vegana che promette versioni vegetali di pancetta, tacchino e hamburger. In queste ore, invece, l’Unione europea sta decidendo se i prodotti vegetali potranno continuare ad avere come nome commerciale, quello di “salsicce”, “bistecche” o “hamburger”, pur non contenendo carne.

Il dibattito era stato sollevato da un gruppo di allevatori convinti che la misura sia necessaria per impedire alle persone di essere indotte in errore. Secondo gli ambientalisti, ciò rappresenterebbe “un passo indietro fuori dai tempi”.

Il vegetarismo è cresciuto in popolarità negli ultimi anni, con i prodotti vegetariani e vegani che sono diventati sempre più comuni nei negozi e nei menu dei ristoranti. Sono spesso commercializzati come hamburger vegetariani o vegani. Un recente studio fatto dal gruppo di consumatori BEUC ha valutato il dibattito sulla denominazione dei prodotti a base vegetale, affermando che l’80% dei consumatori intervistati non ha avuto problemi con termini simili a carne o latticini utilizzati per prodotti alternativi.

“Solo un consumatore su cinque afferma che questi termini non dovrebbero mai essere usati su prodotti a base vegetale. D’altra parte, abbiamo un consumatore su quattro che ha affermato di non vedere assolutamente alcun problema con l’uso di questi termini “, ha detto Camille Perrin, responsabile della politica alimentare senior BEUC.

E a quanto pare, anche nel Regno Unito la pensano così. Tenendo sempre presente che con la Brexit, la decisione europea non influirà in alcun modo sul dibattito ‘hamburger vegano’. E c’è già chi si è portato avanti.

Il primo novembre, Giornata mondiale del veganesimo, a Londra aprirà Rudy’s Vegan Butcher che promette versioni vegetali di alimenti base come pancetta, sanguinaccio, tacchino e hamburger.
Il nuovo negozio a Islington somiglia molto a una macelleria tradizionale, con prodotti in bella vista. Assieme a quelli per barbecue e fritture varie, ci sarà anche una selezione di salumi senza carne, inclusi prosciutto affumicato, salame di Provenza e tanto altro. All’apertura, Rudy offrirà ai primi 200 clienti bacon vegetale gratis e poi proseguirà anche con il servizio a domicilio.

Vi avevamo già parlato di The Herbivorous Butcher, una salumeria di Minneapolis nata da un’idea di Aubry e Kale Walch che vende prodotti artigianali cruelty-free e vegan al 100%. Nei loro banchi ci sono hamburger, wurstel, cotolette, affettati, spezzatino e salsicce tutti composti da ingredienti esclusivamente vegetali e facili da cucinare per portare in tavola un buon secondo piatto per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito.

Nel febbraio 2018, a  Montemurlo aveva aperto Vegan Delicious, la prima salumeria totalmente vegana d’Italia. Un ex macelleria del paese convertita a laboratorio alimentare artigianale 100% vegetale, dove Fabio Messana sostituisce mucche, maiali, vitelli e polli con patate e barbabietole. Tutti i prodotti sono certificati e gli stessi fondatori dell’azienda sono vegani.

 

In Europa, a fare da apripista della lotta ai nomi afferenti al mondo della carne per prodotti vegan è stata la Francia, vietando il loro utilizzo. Il 27 maggio 2020, infatti, l’Assemblea Nazionale francese ha definitivamente adottato il disegno di legge “relativo alla trasparenza delle informazioni sui prodotti alimentari” e, con esso, il divieto di denominazioni di bistecca, filetto, salsiccia, ecc. per prodotti a base di proteine vegetali.

Una battaglia voluta dalle lobby della carne, preoccupate per l’ascesa dei prodotti vegani. Proprio come era già accaduto per il settore lattiero-caseario. Ricordiamo che nel 2017, lo stesso discorso era stato fatto per il latte vegetale. All’epoca, la Corte di giustizia europea ha stabilito che i prodotti e le bevande a base vegetale come la soia e il tofu non dovrebbero essere venduti con denominazioni come latte, burro o panna.

E per la carne? Dobbiamo iniziare a parlare di “dischi”veg?

Fonte: Rudy’s Vegan Diner/Euractiv/Finalcial Time

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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