Limoni: attenzione all’etichetta! Come evitare quelli pieni di pesticidi

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Quando acquisti limoni al supermercato o dal fruttivendolo, dovresti sempre fare attenzione all'etichetta. Ti spieghiamo come riconoscere gli agrumi pieni di pesticidi

Il limone è uno di quei frutti che non dovrebbe mai mancare in cucina. Può essere usato davvero in mille modi ed è un valido alleato anche per le pulizie domestiche. L’ideale sarebbe avere un albero di limoni in giardino o acquistare esclusivamente quelli bio da un agricoltore di fiducia. Purtroppo, però, non è sempre semplice riuscirci e per ragioni di tempo la maggior parte delle persone tende a comprarli al supermercato mentre fa la spesa.

È bene sapere che i limoni messi in vendita sono solitamente nascondono insidie per la nostra salute, visto che vengono trattati con pesticidi e prodotti chimici anti-muffa. Inoltre per apparire più lucidi e appetibili sono ricoperti da uno strato di cera, che non fa affatto bene ingerire.

Come evitare quindi i limoni più contaminati? Al supermercato o dal fruttivendolo bisognerebbe sempre leggere con attenzione l’etichetta e non solo per la provenienza. Se viene riportata la dicitura “buccia non commestibile” o “ buccia non edibile” è meglio non comprarli.

Con questa dicitura viene dunque segnalato che la buccia dei frutti è stata trattata e non può essere quindi utilizzata in cucina (neanche se ben lavata), ad esempio per aromatizzare dolci. È sempre preferibile cercare agrumi che hanno buccia edibile o in cui è chiarito che provengono da agricoltura biologica.

È abbastanza diffusa l’idea che i limoni venduti con le foglie ancora attaccate e il picciolo non abbiano subito trattamenti con pesticidi. In realtà non è esattamente così. In questo caso non sono state sottoposte al processo di ceratura, ma non è escluso in automatico che siano state usati prodotti fitosanitari.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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