La frutta essiccata è salutare? Fa alzare la glicemia? Cosa ne pensano i nutrizionisti

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La frutta essiccata o disidratata è "concentrata" in quanto a nutrienti e può presentare svantaggi se consumata sola o in quantità eccessive

La frutta essiccata o disidratata è “concentrata” in quanto a nutrienti e può presentare svantaggi se consumata sola o in quantità eccessive

Spesso la frutta essiccata, o disidratata, viene consumata come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio ma anche pre/post allenamento. Ne esistono molte varietà e si può preparare facilmente anche in casa. Ma, a livello nutrizionale, è un buon alimento o presenta alcune controindicazioni? L’abbiamo chiesto al “nostro” nutrizionista.

Per comodità (magari quando siamo fuori casa e non abbiamo tempo di consumare frutta fresca) o per gusto, scegliamo per i nostri spuntini frutta disidrata come uva sultanina, albicocche, ananas, mango, cocco, bacche di goji, tanto per citarne alcune varietà. Nel periodo di Natale spopolano invece datteri e fichi secchi.

Non dobbiamo confondere la frutta disidratata con la cosidett frutta secca ossia la frutta  a guscio (noci, mandorle, nocciole, ecc.) c’è infatti una sostanziale differenza. La prima tipologia, grazie alla pratica dell’essiccazione viene privata della parte acquosa, mentre per frutta secca si intende tutta la frutta a guscio.

Ma quali caratteristiche ha la frutta disidratata? Ce l’ha spiegato il nutrizionista Flavio Pettirossi.

La grande differenza fra la frutta fresca e frutta secca disidratata è che nel primo caso, essendo privata della parte acquosa, i nutrienti originariamente presenti nella frutta fresca vengono “concentrati” e pertanto in essa troviamo zuccheri, fibre, sali minerali come potassio, fosforo, magnesio, ferro, vitamine del gruppo B. Una peculiarità è che il contenuto di grassi è bassissimo, se non addirittura assente. Il fatto però che sia assente la parte acquosa la rende un prodotto a parità di peso nettamente zuccherino, per questo è molto utile per gli sportivi. Infatti la frutta disidratata è ottima per velocizzare la risintesi del glicogeno epatico oppure da utilizzare prima di un allenamento per apportare zuccheri a rapido assorbimento.

Il fatto però che sia così zuccherina, in alcuni casi potrebbe non essere un vantaggio.

Bisogna prestare attenzione a non esagerare con le porzioni e non consumare la frutta secca disidratata da sola perché determinerebbe un rapido rialzo dei livelli di zuccheri nel sangue. È meglio abbinarla a degli alimenti oleaginosi come frutta secca o semi, in grado di abbassarne la carica glicemica e prolungare il senso di sazietà.

Non a caso, sempre più spesso in commercio troviamo mix già pronti di frutta secca, disidratata e a volte anche semi, così da avere uno snack più completo dal punto di vista nutrizionale.

Vi ricordiamo che la frutta essiccata si può preparare anche in casa, con la frutta di stagione che preferite e senza necessariamente bisogno di un essiccatore. Leggi anche: Come essiccare la frutta in casa senza comprare un essiccatore

L’autoproduzione è in questo caso la scelta migliore anche perché i prodotti in commercio possono essere addizionati con zuccheri, coloranti artificiali, diossido di zolfo o altri additivi. Leggete sempre con attenzione le etichette della frutta essiccata che acquistate.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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