Così oggi la Nuova Zelanda sta “annegando” nel miele di Manuka

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Dopo il boom vissuto negli scorsi anni e i prezzi alle stelle, la fortuna del miele di Manuka sembra essere in discesa. Le scorte in Nuova Zelanda sono tantissime e gli apicoltori sono preoccupati per il futuro

Libera Terra

Negli ultimi anni il miele di Manuka è diventato sempre più popolare (grazie alle particolari proprietà che vanta) e contemporaneamente è salito molto anche il prezzo. Ora, però, potrebbe esserci un dietrofront. Cosa sta succedendo?

La Nuova Zelanda ha prodotto troppo miele, dopo il boom di richieste di Manuka che sono aumentate soprattutto durante la pandemia (quando molti l’hanno utilizzato come rimedio naturale) e che hanno portato anche al rialzo dei costi.

La domanda è però ora decisamente rallentata e gli apicoltori e produttori si trovano con scorte che superano di gran lunga la quantità solitamente venduta in un anno.

Karin Kos, amministratore delegato di Apiculture New Zealand, ha fatto sapere che esiste una scorta di 15.000-30.000 tonnellate di miele di manuka (in genere, in un anno vengono vendute 11.000-13.000 tonnellate). Scorta che è che il risultato della straordinaria stagione 2020:

Abbiamo avuto un raccolto eccezionale nel 2020 – c’è stato un raccolto nazionale di miele di circa 27.000 tonnellate – ben al di sopra della media di 19.000. Quindi questo da solo è un surplus di 12.000 tonnellate. Ovviamente perché non abbiamo avuto turisti in arrivo in Nuova Zelanda e quindi anche le vendite sono diminuite.

I prezzi del miele di Manuka negli anni sono schizzati alle stelle

Intorno al 2017, l’interesse globale per questo miele prodotto in Nuova Zelanda e le sue presunte proprietà salutari hanno fatto sì che i prezzi aumentassero in maniera stabile. Il prezzo più alto per un chilo di Manuka sfuso è passato da 37,50 dollari neozelandesi nel 2010 a ben 100 dollari.

Il boom dei prezzi ha contribuito però ad alimentare un’ondata di criminalità: alveari e negozi di miele sono stati derubati più volte e sono stati segnalati anche atti vandalici e avvelenamenti di api da parte di apicoltori competitor. E c’è anche chi ha provato a falsificarlo.

Leggi anche: Come riconoscere il vero miele di Manuka da quello contraffatto

La situazione è sfuggita di mano, insomma. Ora però lo scenario sembra essere cambiato e in Nuova Zelanda gli apicoltori riferiscono che i propri prezzi sono scesi fino al 50%, dato che i grandi acquirenti hanno ancora scorte.

Attualmente il miele di Manuka lotta per guadagnare 25 dollari neozelandesi al chilo.

La maggior parte del miele di Manuka viene esportata ma anche la domanda interna al Paese sembra essere rallentata.

Finirà così la fortuna del miele di Manuka?

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Fonte: The Guardian

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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