Carne vegetale: sì, si può dire (sospeso il divieto anche in Francia)

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In Francia i produttori di alimenti a base vegetale potranno continuare a usare denominazioni come "polpette", "burger" e "salsicce": sospeso il decreto che ne vietava l'utilizzo nel Paese

Polpette, salsicce, caviale: tutti questi termini, che fanno parte del lessico legato al mondo della carne, potranno continuare ad essere utilizzati in Francia anche per i prodotti a base vegetale. Sulla dibattuta questione il Paese europeo ha deciso di fare fietrofront. Il divieto di usare tali denominazioni sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° ottobre, ma qualche settimana fa il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto che metteva al bando parole come “carpaccio” e “pancetta” per riferirsi a surrogati 100% vegetali.

In questo modo è stata accolta la richiesta presentata dall’associazione Protéines France, che tutela i produttori del settore delle proteine ​​vegetali. Secondo l’ente, il decreto del 29 giugno – che sarebbe entrato in vigore circa 3 mesi dopo – non lasciava il tempo necessario alle aziende di adeguarsi alle nuove regole.

La normativa vietava chiaramente di far riferimento nei prodotti in questione “la terminologia specifica dei settori tradizionalmente associati alla carne e al pesce per designare prodotti che non appartengono al regno animale e che, essenzialmente, non sono paragonabili”.

La decisione presa dal Consiglio di Stato è stata accolta in maniera positivi dall’associazione, che tuttavia resta cauta, visto che si tratta di una sospensione ancora provvisoria. Sulla questione anche il Parlamento europeo era intevenuto nel 2020, respingendo a maggioranza il divieto legato all’uso di termini di origine animale per tutti quei surrogati vegetali.

All’epoca, i legislatori europei avevano respinto l’emendamento 165, approvato dalla Commissione agricoltura del Parlamento Ue nell’aprile 2019, chiarendo:

“I consumatori non sono in alcun modo confusi da una bistecca di soia o da una salsiccia a base di ceci, purché sia ​​chiaramente etichettata come vegetariana o vegana”.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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