Carne coltivata: via libera al primo alimento ottenuto da cellule animali negli Usa, quando in Europa?

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La Food and Drug Administration (FDA) ha dato il via libera negli Usa al primo prodotto a base di carne coltivata, un alimento controverso che sta suscitando un grande interesse anche in Europa, vista la maggiore sostenibilità rispetto alla carne che proviene dagli allevamenti (soprattutto intensivi)

Libera Terra

Il momento in cui avremo la possibilità di acquistare carne prodotta in laboratorio è sempre più vicino, soprattutto negli Usa dove la FDA ha dato il via libera al primo alimento ottenuto da cellule animali coltivate.

In un comunicato del 16 novembre, la Food & Drug Administration statunitense scrive:

Oggi annunciamo di aver completato la nostra prima consultazione pre-commercializzazione di un alimento umano ottenuto da cellule animali coltivate. L’agenzia ha valutato le informazioni presentate da UPSIDE Foods come parte di una consultazione pre-commercializzazione per il loro cibo a base di cellule di pollo coltivate e non ha ulteriori domande in questo momento sulla sicurezza dell’azienda.

Dunque l’autorità degli Stati Uniti, dopo aver fatto le sue valutazioni, ha deciso di dare il via libera a questo prodotto, considerato sicuro al pari della più tradizionale carne.

Ma prima di arrivare effettivamente sul mercato, il prodotto di UPSIDE Foods dovrà superare un altro step. Come spiega la FDA:

Prima che questo alimento possa entrare nel mercato, anche la struttura in cui viene prodotto deve soddisfare i requisiti applicabili del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e della FDA. Oltre ai requisiti della FDA, inclusa la registrazione della struttura per la porzione di coltura cellulare, lo stabilimento di produzione necessita di una concessione di ispezione da parte dell’USDA-Food Safety and Inspection Service (FSIS) per le porzioni di raccolta e post-raccolta e il prodotto stesso richiede una certificazione USDA segno di ispezione.

Si tratta comunque di un processo standard, analogo a quello seguito per i prodotti a base di carne convenzionale, utile a garantire la sicurezza della produzione e della lavorazione della carne.

La FDA, comunque, si mostra molto ben disposta verso questo nuovo tipo di alimenti, infatti scrive:

La FDA è pronta a collaborare con altre aziende che sviluppano alimenti e processi di produzione di cellule animali coltivate per garantire che i loro prodotti siano sicuri e legali ai sensi del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act.

Non a caso, proprio negli Stati Uniti, è stata annunciata la costruzione dei più grandi bioreattori al mondo per la produzione di carne coltivata, che sarà poi venduta nei negozi e nei ristoranti. Leggi anche: Carne sintetica: i più grandi bioreattori del mondo per la coltivazione “no-kill” saranno costruiti negli Stati Uniti

Ma, lo ricordiamo, sono stati altri i Paesi che per primi hanno messo in commercio carne sintetica. Ve ne abbiamo parlato nel seguente articolo: Carne sintetica, un’alternativa alla crudeltà: come si ottiene e in quali Paesi si può consumare

E in Europa?

Il Good Food Institute Europe (GFI Europe), la principale organizzazione internazionale non governativa che promuove l’utilizzo di carne coltivata in Europa, ha ovviamente accolto con grande soddisfazione la notizia.

Seth Roberts, policy manager di Good Food Institute Europe, ha dichiarato:

Questo importante traguardo lancia un forte messaggio a tutto il mondo: la carne coltivata farà parte di un futuro alimentare più sostenibile. Si tratta di un alimento che ha il potenziale per contribuire a soddisfare la crescente domanda globale di carne, riducendo al contempo l’impatto ambientale del nostro sistema alimentare. Mentre la COP27 si avvia verso la conclusione, i leader europei dovrebbero investire in soluzioni climatiche come la carne coltivata – proprio come hanno sostenuto le energie rinnovabili – per garantire che i benefici si risentano anche qui in Europa.

Effettivamente, ci sono diversi studi che confermano la maggiore sostenibilità della carne sintetica.  Una ricerca di CE Delft, ad esempio, ha dimostrato che, rispetto alla produzione convenzionale di carne bovina, la carne coltivata prodotta con energie rinnovabili potrebbe ridurre le emissioni di gas serra fino al 92%, l’inquinamento atmosferico fino al 93% e utilizzare fino al 95% in meno di terreno, creando spazio per un allevamento più sostenibile ed evitando problemi come la deforestazione.

Un’altra questione, però, è se i consumatori sarebbero disposti ad acquistarla. Secondo una recente ricerca di GFI la risposta è: tendenzialmente sì. I dati parlano di un 65% degli spagnoli, un 55% degli italiani, un 57% dei tedeschi e un terzo dei francesi che hanno già dichiarato di essere disposti ad acquistarla quando sarà disponibile in Europa.

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Fonte:  FDA / Good Food Institute Europe

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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